giovedì 24 ottobre 2019

Non è solo colpa di Modesto

Qui Villa Silvia - Nuvole nere sul Cesena dopo la sconfitta casalinga contro il Sudtirol. I freddi numeri affermano che si tratta del sesto ko per il Cavalluccio stagionale e il totale dei punti raccolti è di undici, messi da parte in altrettante partite con una media che ora diventa di 1 a 1. Dalla statistica alla realtà: il Cavalluccio non va. Cosa può accadere ad una squadra che ha chiuso i rubinetti dell'attacco e che lascia aperte le finestre in difesa? Zerbin lo sa, serve a poco ammettere che il clima non è sereno. Agliardi lo sa, non è sufficiente ricordare che spesso è la personalità a farla da padrone in partite bloccate. Modesto lo sa, purtroppo non basta ribadire per l'ennesima volta che gli errori si pagano a caro prezzo. Il mister è indicato come il responsabile principale dell'involuzione cesenate. In estate veniva osannato come un dio sceso in riva al Savio per riportare il bel gioco dopo anni di allenatori catenacciari e sparagnini. Nemmeno il tempo di fare il cambio dell'armadio e in alcuni casi le stesse bocche (e tastiere) che osannavano Modesto ora lo tacciano di essere il male supremo, di non avere a cuore la squadra, la città, la piazza ecc. ecc. La colpa tuttavia non è solo del tecnico la cui fiducia era stata rinnovata dopo il ko con la Sambenedettese.
Difatti nella gara vista con il Sudtirol lo 0-0 era scritto. Diciamocela tutta, non avremmo meritato di perdere. La squadra però ricordiamolo, va ripetuto, è stata costruita per la salvezza e se non siamo a bordo di una Lamborghini è normale incassare tanti stop. Così però fa male perchè al computo dei tiri in porta il Sudtirol non ha di certo fatto meglio del Cesena che nei minuti finali si è visto chiudere la porta su Butic in due occasioni, una per merito del portiere, l'altra per demerito dell'attaccante. Certo è che nel primo tempo con un equilibrio stagnante i bianconeri hanno dimostrato, come visto in altre gare, di non saper centrare la porta. Vedi i secondi tempi di Padova, Vicenza e Rimini. E così giù di fischi. Analizziamo reparto per reparto: Ciofi ha ritrovato il posto da titolare ma le amnesie le ha al pari di Brunetti che sulla carta è il miglior difensore che ha in rosa Modesto. Ricci non dà garanzie, Sabato ahinoi non riesce a trovare il badolo della matassa della sua stagione. Franco alterna prestazioni a raso sufficienza e altre dove viene sovrastato. Rosaia non fa certo meglio e sembra uno scalino sotto al compagno, fuori categoria sembrano i baby Franchini, Maddaloni e Cortesi. Borello è invece troppo egoista e non punge. Il solo che sembrava essere il jolly è Russini: quando tornerà? Forse con la Fermana. Zecca dopo un avvio sprint si è spenso, Sarao non ingrana. Butic invece zitto zitto fa vedere di che pasta è fatto. Valeri dopo essere stato messo ai margini sta ritrovando spazio, Zerbin inizia a prendere confidenza sulla corsia mancina. Capellini gioca sì fuori ruolo e fatica. Insomma, il guazzabuglio è enorme, con un Valencia che avrebbe delle potenzialità enormi ma gioca con sufficienza e strafottenza. Agliardi e De Feudis fanno quello che possono ma occorre una svegliata di mentalità, oltre che accorgimenti che il tecnico fatica ancora a prendere (vedi i cambi tardivi dopo lo svantaggio). Questo post non è in difesa del tecnico che ha le sue ampie responsabilità ma va detto che sul terreno di gioco vanno i giocatori. Poi che il budget sia modesto (guardacaso il gioco di parole) e il tecnico giovane sono dati di fatto.
Intanto domenica arriverà il terzo scontro in otto giorni in casa del Ravenna che ha comunque due punti in più dei bianconeri. Chi è sceso in campo contro il Sudtirol ha svolto lavoro di scarico, seduta a ritmi alti per tutti gli altri.

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