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giovedì 17 aprile 2014

TOCCATA E FUGA -- Ivano Della Morte

LA SCHEDA DEL GIOCATORE
Nome: Ivano
Cognome: Della Morte
Nazionalità: Italiana
Luogo e data di nascita: Ciriè, 13/10/1974
Ruolo: Centrocampista
Altezza e peso forma: 180 cm, 76 kg
Stagioni a Cesena: 1 (2005-2006, serie B)
Presenze-reti: 10-0 Serie B
Carriera: Torino (1992-1993); Monza (1993-1994); Lazio (1994); Lecce (1994-1995); Lazio (1995);  Avellino (1995-1996); Alessandria (1996-1997); Reggiana (1997-1998); Fidelis Andria (1998-1999); Reggiana (1999-2000); Lucchese (2000-2001); Vicenza (2001-2002); Chievo Verona (2002-2003); Genoa (2003-2005); Cesena (2005); Ascoli (2005-2006); Alessandria (2006-2007).

Ivano Della Morte (Foto Arnaldo&Valerio)

Il Cesena è un club che per tanti anni ha navigato tra le prime due categorie calcistiche del Bel Paese e, seppur il suo palmares non sia certo tra i più abbondanti, può vantare quattro emozionanti promozioni in serie A, vari piazzamenti di tutto rispetto, compreso il 6° posto conquistato nel '75-'76 e il conseguente accesso alla Coppa Uefa. Possiede inoltre uno degli stadi più caldi d'Italia, terreno ostico per tutte le compagini che entrano nella terra del Passatore in cerca di fortuna; da oltre 40 anni sforna regolarmente ragazzini pronti a giocare in squadre più blasonate; rappresenta una città accogliente e "a misura d'uomo", collocata tra collina e pianura, attraversata dal fiume Savio e ad un passo dal mar Adriatico. Pochi sono stati i presidenti che si sono succeduti a capo dell'esercito bianconero, tanti sono i colpi piazzati in sede di mercato dai vari dirigenti e direttori. C'è solo un piccolo neo, un intoppo, un problema legato alla sessione di riparazione a campionato in corso. Sono infatti assai rari i giocatori che, arrivati a stagione iniziata, hanno lasciato davvero il segno nella storia della società e nel cuore dei tifosi che affollano il Dino Manuzzi. Tra i tanti flop è doveroso citare Ivano Della Morte, professione ala destra. Il suo approdo in Romagna è datato gennaio 2005, stagione II dell'Era Castori. La squadra è allenata dal fido Massimo Gadda sul campo ma è telecomandata tramite gesti e urla dal tecnico di Tolentino, squalificato in seguito alla battaglia di Lumezzane del giugno precedente. Cesena impegnato nel guado della retrocessione, scoppole assortite in giro per lo Stivale, alternanza tra Indiveri e Viviano tra i pali, Cavalli e Confalone occupati a fare gol al bisogno. Urgono rinforzi, vanno tuonando i giornali e la tifoseria. La squadra è composta da tanti giocatori "di fiducia" del buon Rino Foschi, allora ds del Palermo. Si attende l'uomo della provvidenza in arrivo dalla Sicilia, ne arriva invece uno dal Genoa. Della Morte, appunto. Doveroso fare un résumé della sua carriera. Il percorso parte da una delle compagini più nobili della pedata nostrana, il Torino. Trafila nelle giovanili granata - quando ancora giocavano sui resti del Filadelfia, teatro del Grande Torino - ed esordio a 18 anni in serie A nella stagione '92-'93, un solo gettone prima di passare in serie B al Monza. Allo stesso tempo riesce a vestire la maglia della Under 21 per due volte. Retrocesso con il club brianzolo, passa alla Lazio con cui però non disputerà incontri ufficiali. Infatti Della Morte va prima al Lecce, ove trova il battesimo col gol, ed in seguito all'Avellino. Altalena tra seconda e terza serie con le casacche di Alessandria, Reggiana e Fidelis Andria. Una delle stagioni migliori è quella disputata con la Lucchese nel 2000-2001 in serie B, l'anno dopo si trasferisce al Vicenza restando in cadetteria. Mai più di 12 mesi nella stessa piazza, mantiene la tradizione passando al Chievo Verona e tornando ad assaporare il profumo dei campi della A. Si trasferisce a Genova lato rossoblu: con la maglia del Genoa raccoglie 19 presenze nel 2003-2004 per poi occupare il posto fisso in tribuna nel campionato seguente. Spazio all'ombra della Lanterna non se ne trova e il popolo del Grifone saluta Della Morte senza troppi complimenti. Quello del cavalluccio, al contrario, pare invece soddisfatto ma risulta essere anche poco informato, soffermando il ricordo sui due ottimi campionati disputati dal sig. Ivano al Chievo Verona. L'esterno piemontese infatti in stagione non ha collezionato alcun gettone. Serse Cosmi, suo allenatore in Liguria, tuttavia garantisce per lui. Al primo allenamento a Villa Silvia arriva questo uomo sulla trentina, pelle scura, sopracciglio folto, fisico da camionista greco. Gli aficionados del Rognoni si mettono le mani tra i capelli, o si sveglia Salvetti o si torna in C. Eppure l'esordio di Della Morte in maglia bianconera non è malvagio: match a Bari, locali avanti 1-0, Castori impone le mani dagli spalti e ordina a Gadda di togliere lo spento Ciarimitaro e buttare nella mischia il panciuto ex Genoa. Cambio al 61', gol di Bernacci al 62' e al fischio finale il Cesena porta via un puntone dal San Nicola: un battesimo quanto meno fortunato. Forma fisica da migliorare ma piedino assai dolce per la categoria, i commenti dalla Puglia suonano dolci nei confronti del neo arrivato. Ecco, peccato non faccia uno scatto per saltare l'uomo o cercare il pallone. Ideale per il calcetto del lunedì con i colleghi di lavoro ma non propriamente adatto ad uno spazio di gioco di circa 7.000 metri quadri. Seguono altre 9 comparsate per un totale di 447 minuti, un'ammonizione, un'espulsione, zero gol e zero assist, costantemente ai margini dell'azione. La scena clou va in scena a Verona contro l'Hellas, chi scrive era al bar Bombonera a seguire l'incontro sulla neonata Sky. Il nostro eroe passa mezzora abbondante a trotterellare sulla fascia destra all'ombra della tribuna. Contatto di gioco e maglia bianconera numero 7 a terra, alla mia sinistra parte il commento sarcastico di mio padre: "ah, e zoga neca Della Morte? An l'aveva vest fintent adess" (ah, gioca anche Della Morte? Non l'avevo visto finora) e sbaccarata generale davanti al megaschermo. Le sue prestazioni vengono sonoramente fischiate dalla Mare, dalla gradinata e dalla tribuna, un vero calvario. Ultima fermata la trasferta di Modena, 4-0 con doppietta di Nick Campedelli. Per la cronaca, è questa l'unica volta in cui gioca un match dall'inizio alla fine. Castori ne ha abbastanza, i tifosi pure. L'Ascoli, neopromosso in A dopo il declassamento - guarda un po' - del Genoa per illecito sportivo, gli concede un'ultima occasione. Chi è il tecnico della formazione picena? Marco Giampaolo! Il tempo di racimolare tre misere presenze, rescindere il contratto con i bianconeri marchigiani e chiudere la carriera in D all'Alessandria, meta già toccata in passato. Della Morte, appesi gli scarpini al chiodo e dato libero sfogo alla buzza in stile Homer Simpson, è passato a dare indicazioni dalla panchina. Dal 2009 fa parte dello staff delle giovanili della Juventus, rivale cittadina di quel Torino che lo ha messo calcisticamente al mondo. Il bianconero nel destino, nel bene e nel male.

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