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lunedì 1 luglio 2013

Storia Associazione Calcio Cesena 1940

A Cesena arrivò il calcio grazie ad Aldo Proli, calciatore e poi arbitro nel 1927 insieme ad amici appassionati che nel 1921 fondarono l'US Renato Serra. La squadra fu intitolta ad un giovane letterario cesenate che morì sul Carso durante la Grande Guerra in difesa dell'Italia. La casacca scelta fu già a tinte bianconere in ricordo del vessillo cittadino e si compose di quattro grandi scacchi alternati. Invece come campo "ufficiale" si scelse la cosidetta "Barléda", zona golenale formata in un'ansa del Savio tra Cesena e Martorano. Un campo che di regolare non aveva nulla e difatti i le prime stagioni furono caratterizzate da soli incontri amichevoli.
Già dal marzo del 1922, però, venne realizzato, con contributo di Romeo Fantini, il primo impianto sportivo presso il parco dell'odierno Istituto Tecnico Industriale in zona Casali. Il campo era munito di tribuna scoperta e "spogliatoi" (baracche di legno), pista d'atletica destinata anche per le gare motociclistiche. Fino la stagione 1927/1928 il campo ospita le partite della Renato Serra.
Solo dalla stagione 1922/1923 vi fu la prima partecipazione ufficiale di una squadra di Cesena, ovvimente dalla IV Divisione con con match leggendari con Forlì, Ravenna, Rimini, Imola, Russi, Alfonsine, Lugo, Faenza, Castelbolognese, Riccione e Forlimpopoli. La promozione in II Divisione porta la squadra a traslocare nell'impianto odierno dell'ippodromo di Cesena appunto. Il campo fu realizzato al centro della pista riservervata ai cavalli e gli spettatori finalmente poterono assistere alle gare a sedere coperti in caso di maltempo dal tetto delle tribune laterali. Il campo rimase in uso della squadra sino al 1936, data dello scioglimento.
Dopo una decina d'anni passati in questi incredibili scontri, nella stagione 1933/1934 l'US Renato Serra approdò in I Divisione (omonima della Prima Divisione attuale o ex Serie C) dopo aver sconfitto la squadra milanese del Baracca. Con la chiamata alle armi per la Guerra d'Etiopia, la squadra perde moltissimi elementi che devono partire per il fronte e si classifica ultima anche se Parma B e Budrio si ritirano a campionati in corso. Si decide quindi di chiudere la squadra che però sarà cancellata dall'albo federale solo nel 1939.

Per quattro anni il calcio sparì da Cesena ma nel 1940 la triade capitaneggiata dal Conte Alberto Rognoni (studente universitario ventunenne), Renato Piraccini (ex dirigente della "Renato Serra") e Arnaldo Pantani (ex giocatore della "Renato Serra" e all'epoca tesserato del Prato a sinistra nella foto) ebbero l'idea di creare una società di football con i colori dello stemma cittadino. L'idea nacque in uno scompartimento di terza classe di un convoglio che da Bologna portava alla città di  Cesena. Rientranti dai loro impegni sportivi, Rognoni (giocatore di basket a Modena) e Pantani (terzino del Prato) decisero di fondare la società dell'AC Cesena. Solo presso il vecchio Caffè Forti, presso il Palazzo del Ridotto, vennero stilati i documenti necessari per l'iscrizione del nuovo club calcistico cittadino.
La squadra venne fondata il 21 aprile con Arnaldo Pantani nel ruolo di allenatore-giocatore, Renato Piraccini come direttore sportivo, e Rognoni come Presidente, siccome molto abbiente. La squadra prese il nome di Associazione Calcio Cesena e come sede si scelse la Casa del Fascio di corso Umberto I (attuale Corso Sozzi).  La riunione che sancì la nascita della squadra,  fu presieduta da Giuseppe Ambrosini (futuro Direttore de La Gazzetta dello Sport). L'affiliazione della società alla FIGC avvenne l'8 agosto dello steso anno con versamento di 100lire e 40 per l'iscrizione al campionato di Prima Divisione.
Invece il 26 novembre venne esposto il Comunicato Ufficiale del Direttorio per l'omologazione del campo che in precedenza era della "Renato Serra" sparita quattro anni prima. Venne misurato il campo (105x60) e costruite recinzioni attorno al campo (molto grezzo) e gli spogliatoi.

Il primo acquisto importante della società fu quello di Iro Bonci, che Piraccini prelevò dal Forlimpopoli per 1.500 lire. La compagine cesenate debuttò nel campionato di prima divisione il 17 novembre 1940 vincendo in trasferta contro il Rimini "B" per 1-8. La stagione culminò con la promozione in Serie C.

In mezzo alla Seconda Guerra Mondiale, la squadra di calcio è decimata dalle assenze per la partecipazione al conflitto. Senza contare che il fronte era proprio nel territorio emiliano romagnolo. L'allenatore austriaco Karl Sturmer fu infatti ucciso nell'estate del 1943 da una raffica di soldati tedeschi a Faenza.

Nel 1946 il Cesena Calcio compariva nella cadetteria italiana, ma fu subito retrocessione e coincise con un lento declino sino le serie inferiori (campionati di IV serie).

Il Cesena si dimostrò in pochi anni una realtà importante, infatti dopo 17 anni di convinvenza con l'ippica e con la promozione nelle categorie interregionali, nacque il primo stadio (ed attuale). Nel 1957 fu costruito così  il nuovo stadio "la Fiorita", che fu poi intitolato a Dino Manuzzi, dopo la sua scomparsa. La presentazione avvenne prima della gara Cesena-Fidenza. Con lo scalare della squadra alle categorie vennero introdotte pian piano nel corso degli anni nuove migliorie ma un intervento decisivo ci fu con la costruzione delle gradinate e la copertura nel 1961 (già era il secondo anno consecutivo di serie C).
Negli anni '80 è stato eseguito un importante ammodernamento, con l'eliminazione della pista di atletica e la ricostruzione della tribuna "distinti" e delle curve ("curva mare" e "curva ferrovia"), in sostituzione delle vecchie strutture.

Nel 1964, a ventiquattro anni dalla fondazione - il Cesena si trova in Serie C - il Conte Rognoni consegna la società a Dino Manuzzi, imprenditore nel settore frutticolo che, con una accorta gestione ed una politica di valorizzazione dei giovani, trasformò il Cesena in una sorta di società modello. Manuzzi intese creare una grande società che si identificasse nella terra in cui era nata: la Romagna.

Successivamente nel lato sud venne creato spazio per posti in piedi, nel 1966 ci fu l'inaugurazione dell''impianto notturno (Cesena-Perugia) e infine nel lato nord vennero costruite impalcature per i sempre più numerosi tifosi (promozione in serie B). Nel 1969 ci fu un ulteriore ammodernamento complessivo: allungamento della tribuna centrale, le due curve vennero ricostruite in cemento armato e collegate alla gradinata centrale. La capienza salì a 12000 spettatori.
Sotto la guida di Cesare Meucci la società raggiunge la Serie B nella stagione 1967/68, e fatica a mantenerla nei tre anni seguenti, ma nel 1972/73 il Cesena raggiunge la massima serie guidato da Gigi Radice, sostituito l'anno successivo dal visionario e intraprendente Eugenio Bersellini ottenendo una storica salvezza. La Fiorita torna un cantiere per gli adattamenti: sopra le strutture di cemento vengono issate implacature "Innocenti" (i mitici tubi!) che triplicano l'altezza delle curve. I lavori sono terminati giusto in tempo per esordire sotto la pioggia il 7 novembre del 1973 contro il Torino (le gare precedendi di Coppa Italia sono giocate nel campo di Forlì).

Nella stagione 1975/76 i bianconeri raggiungono l'apice della loro storia e l'attenzione nazionale: le 9 vittorie, i 14 pareggi e le 7 sconfitte permettono al Cesena di raggiungere il sesto posto nella classifica di Serie A e la qualificazione alla successiva Coppa UEFA. Il primo turno, in vista della doppa sfida che aspetta la società cesenate, è con i tedeschi orientali del Magdeburgo, che si impongono all'andata per 3-0 ma che nel ritorno rischiano la qualificazione quando al 6' della ripresa Pepe porta il Cesena sul 2-0; la gara terminerà 3-1 per i bianconeri, comunque eliminati.
La stagione della Coppa UEFA porta però alla retrocessione in Serie B e l'inizio di un periodo difficile, che passa per la cessione della guida societaria da Manuzzi al nipote Edmeo Lugaresi: Manuzzi infatti nel 1979 rimane vittima di una banale caduta che lo costringe ad un delicato intervento chirurgico che necessiterà di un lungo periodo di convalescenza.

Lugaresi, cresciuto all'ombra dello zio, mostra una certa abilità nella gestione sportiva, già alla prima stagione di presidenza, 1980/81, centra il ritorno nella massima divisione con una squadra guidata dal giovane Osvaldo Bagnoli che segna record della sua storia come le 14 vittorie casalinghe ed il maggior numero di spettatori (28.602 per Cesena-Milan).
La formazione tipo - e praticamente mai cambiata nel corso dell'anno - è composta dal portiere Angelo Recchi, i terzini Mei e Ceccarelli, il mediano Bonini, lo stopper Oddi, il libero Perego, le ali Roccotelli e Garlini, il cursore Piraccini, il regista Lucchi e la punta centrale Bordon.

Oddi superato da Virdis (Udinese Cesena 3-1 27-03-83)
Per la nuova avventura in A, stante l'abbandono di Bagnoli anche per motivi familiari, viene scelto G.B. Fabbri e vengono acquistati ed inseriti tra i titolari il centravanti austriaco Walter Schachner, per il quale si parla di un ingaggio di 120 milioni di Lire, il centrocampista Verza e Storgato dalla Juventus, Roberto Filippi dall'Atalanta e Antonio Genzano. A metà stagione la squadra, pur avendo compiuto una impresa come la vittoria per 2-1 contro la capoclassifica Fiorentina, non si allontana dalle ultime posizioni in classifica, e dopo il pareggio casalingo contro il Como Fabbri verrà licenziato e sostituito da Renato Lucchi, che raggiungerà la salvezza grazie ad un girone di ritorno con exploit.
Moro su rigore procurato da Genzano, poi espulso (Udinese - Cesena 3-1 27-03-83)
Ma la permanenza in A è turbata dalla scomparsa, il 29 maggio 1982 di Dino Manuzzi, a cui la città intitola lo stadio. All'interno dell'impianto venne poi messo un busto in onore del Presidentissimo (vedi la foto qui).

Al termine dell'annata 1982/83, con alla guida Bruno Bolchi il Cesena retrocede, ma è lui stesso Bolchi a portare i bianconeri di nuovo in Serie A al termine della stagione 1986/87 grazie alla vittoria nello spareggio di San Benedetto del Tronto contro il Lecce (gol di Roberto Bordin e Agatino Cuttone, entrambi di testa), in una partita per lunghi tratti in mano ai giallorossi.

Nella stagione 1989/90 il Cesena riesce a centrare una salvezza insperata grazie all'allenatore Marcello Lippi, autore di una rimonta stupenda dopo che nel girone di andata la squadra era già data per spacciata.
Il Cesena permane in Serie A fino al termine della stagione 1990/91. I bianconeri hanno l'occasione di ritornare nella massima serie al termine della stagione 1993/94 quando, dopo un ottimo campionato, conquistano il diritto di disputare lo spareggio promozione, ma nella sfida contro il Padova, disputata a Cremona l'occasione sfuma.

Successivamente i bianconeri scivolano due volte in Serie C1 , nelle annate 1996/97 e 1999/2000. Quest'ultima retrocessione è alquanto anomala in quanto subita a fronte di sole 9 sconfitte su 38 incontri e di una differenza reti positiva (47-45).
Contemporaneamente la presidenza passa da Lugaresi senior a Giorgio Lugaresi, il figlio. La sua presidenza sarà sempre ostacolata dai tifosi per lo scarso interessamente rivolto alla squadra.

L'ultimo periodo di C1 dura lo spazio di 4 stagioni, a cui pone fine un allenatore che lascerà il segno nella storia della società, ovvero Fabrizio Castori.

Il Cesena termina il campionato 2003/2004 vincendo la Coppa Italia Serie C e giungendo terzo in campionato alle spalle di Arezzo e Lumezzane, ai playoff per la promozione elimina il Rimini pareggiando al Neri 1-1 e sconfiggendo i biancorossi a Cesena per 2-0. La finale di andata dei playoff si disputa a Cesena e termina 1-1 grazie ad i gol di Centi e Bocchini, il ritorno si preannuncia caldo ed è preceduto da varie polemiche incentrate principalmente sull'ordine pubblico e la possibilità di non disputare la gara nello Stadio Comunale di Lumezzane per la massiccia richiesta di biglietti da parte dei tifosi cesenati.

Il 20 giugno 2004 si gioca la partita che vale una stagione e la vita di entrambe le squadre. Al termine dei tempi regolamentari le squadre sono bloccate sullo 0-0. I bianconeri vincono ai supplementari con i gol di Roberto Biserni e Marco Ambrogioni, facendo riconquistare alla Società la Serie B.
Tutti i tifosi ricorderanno sempre un episodio capitato durante il primo tempo supplementare. Dopo il gol del momentaneo pareggio del Lumezzane scoppia una rissa di cui si rendono protagonisti, tra gli altri, i giocatori del Cesena Pestrin, Rea, e l'allenatore Castori, su cui si abbatterà la mannaia della corte disciplinare con una squalifica di ben tre anni, poi ridotti a due.

Nella stagione 2004/05 la squadra disputa un discreto campionato, lottando con cuore e grinta, salvandosi nelle ultime giornate. Nella stagione 2005/06 al di là di ogni aspettativa, e grazie all'estro di giocatori come Luigi Turci, Emiliano Salvetti, Manolo Pestrin, Maurizio Ciaramitaro, Adriano Ferreira Pinto, e Marco Bernacci, ma soprattutto grazie alla grande conduzione di Mister Castori e del vice Gadda il Cesena riesce a centrare i play-off promozione, raggiungendo il sesto posto utile, venendo poi sconfitto dal Torino in semifinale.

Nell'annata 2006/07, dopo un anno di sole gioie, il Cesena affronta un periodo di calo, causato soprattutto dall'invecchiamento dei giocatori-simbolo come Emiliano Salvetti e Luigi Turci, ma anche dalla cessione inaspettata, quanto contestata, del fulcro del centrocampo bianconero nonché uomo di punta: Manolo Pestrin. Gli arrivi di giocatori importanti come Del Core, Doudou e Anastasi non bastano a soddisfare le esigenze dei tifosi e della dirigenza. La squadra  con Castori conclude il campionato al 16'posto, a solo un punto dalla zona play-out.


Nella stagione 2007/2008 i bianconeri vivono un momento di profonda crisi di risultati. Il 27 ottobre il Cesena apre una serie di quattro sconfitte consecutive che si conclude il 10 novembre (14ª giornata), quando il cavalluccio viene battuto per 4 a 1 a Rimini in casa dei rivali storici. L'ennesima sconfitta costa la panchina al mister Fabrizio Castori, che viene sostituito da Giovanni Vavassori.

Nei giorni che seguono la partita di Rimini iniziano i primi contatti per la cessione della società, che si concretizza il 21 dicembre in un cambio storico al vertice societario, con Giorgio Lugaresi che cede anche per il lutto della moglie, la maggioranza delle quote societarie  (pur avendo in possesso una quota minoritaria) a Igor Campedelli, giovane imprenditore edile di Gatteo, che ne diventa il nuovo presidente dopo 27 anni di regno incontrastato della famiglia Lugaresi.

Alla 17ª giornata, nello scontro interno col Frosinone, il Cesena torna finalmente alla vittoria con un 3 a 0 che pone fine ad un digiuno-record durato 25 giornate. Il Cesena continua però ad avere un cammino stentato. Il 25 febbraio 2008 i bianconeri subiscono una pesante sconfitta in casa contro l'Albinoleffe (0-3). Nel dopopartita Vavassori ammette che la squadra non va. Campedelli decide di sciogliere il rapporto con Vavassori e ridà fiducia a Fabrizio Castori, che viene richiamato in panchina non riuscendo ad evitare la retrocessione in Serie C con due giornate di anticipo (17 maggio, Treviso-Cesena 2-1).

Castori rescinde il contratto e lascia la Romagna. Anche il capitano Emiliano Salvetti se ne va. A Cesena arriva Pierpaolo Bisoli, tecnico emergente (Foligno, C1). Il Mister ed il ds Minotti ricostruiscono la squadra. Bisoli porta a Cesena tutto il centrocampo del Foligno. I tifosi mostrano di credere nella nuova squadra: vengono rinnovati ben 4.700 abbonamenti.
L'avvio è col freno a mano tirato e la squadra milita a metà classifica ma prima di Natale mette il turbo con 4 vittorie di fila che la proiettano nei piani alti e vi rimane fino alla fine nel testa a testa con la Pro Patria. Si arriva alla penultima giornata con le squadre appaiate in testa alla classifica (ma i lombardi hanno il vantaggio negli scontri diretti). Il Cesena batte la Cremonese, la Pro Patria, invece è bloccata 1-1 in casa dalla Sambenedettese, mettendo così il sorpasso.All'ultima giornata 3.700 tifosi raggiungono Verona, dove il Cesena si gioca la promozione. Le due squadre non vanno oltre lo 0-0, stesso discorso per la Pro Patria a Padova! Il Cesena ottiene la promozione diretta in Serie B, dopo solo un anno di Lega Pro Prima Divisione.

Nella stagione 2009-2010 il Cesena lotta inaspettatamente per i primi posti del campionato di Serie B ed il 30 maggio 2010, a Piacenza (gol vittoria di Marco Parolo), completa uno storico doppio salto con la promozione diretta in Serie A, ottenuta grazie al secondo posto finale (solo il Lecce è davanti). I romagnoli tornano in massima serie dopo diciannove anni.

Cambio inaspettato di panchina con Pierparolo Bisoli che lascia il Cesena Calcio sotto la "furia" dei tifosi ed approda un tecnico semi sconosciuto Massimo Ficcadenti. La partenza del Campionato di Serie A 2010/2011 si apre immediatamente con 2 vittorie e 1 pareggio. La Roma all'Olimpico viene fermata sullo 0-0, storica vittoria per la prima al Manuzzi contro il Milan 2-0 (Bogdani, Giaccherini) ed infine altra vittoria contro il Lecce sempre tra le mura amiche. Dopo sole 3 giornate il Cesena Calcio è in testa alla classifica con l'Inter vincitrice del Triplete! La festa dura poco e i periodi bui iniziano presto con le sconfitte a Catania, contro il Napoli e la terribile ad Udine. Le prime vittorie si registrano in inverno con Cagliari ed il pareggio in predecenza casalingo col Parma. Terribile la sconfitta anche con il Chievo Verona allo scadere e soprattutto col Bologna in casa nel derby tanto atteso. La testa si rialza però contro la Lazio (vittoria 1-0 al Manuzzi) e col Cagliari. L'anno nuovo si apre con la vittoria a Brescia in trasferta sotto la neve. L'altro crollo definitivo sembra essere la sconfitta interna con l'Udinese per 3-0 ed esplode la contestazione fuori dalla tribuna del Dino Manuzzi. Campedelli però non cede ed alla fine ha ragione. Prima il crollo prematuro ma saputo del Bari all'ultimo posto, poi la risalita del Cesena che infila ottime prestazioni: vittoria in extremis col Chievo Verona in casa, pari contro la Juventus, vittroria contro Sampdoria, Bologna, Cagliari, Brescia e pareggi contro Parma, Fiorentina. La Sampdoria muore definitivamente alla penultima giornata mentre il Brescia si arrende a quella prima. Il Cesena Calcio è salvo! Il 20 maggio, prima ancora del termine del campionato, Campedelli e Ficcadenti decidono di non proseguire il cammino.

Dopo la trionfale e insperata salvezza dell'anno precedente, il Cesena riparte per la nuova stagione cambiando guida tecnica, arriva quindi Marco Giampaolo, e con ambizioni diverse rispetto a una semplice salvezza. Campedelli acquista infatti Adrian Mutu in primis, e giocatori come Eder, Martinez, Candreva, Guana, Rodriguez, Ghezzal poi. Al Manuzzi vengono rifatti completamente i distinti inferiori e viene messo un campo in erba sintetica al posto del vecchio campo perfetto in erba naturale, fra mille critiche. Il Cesena di Giampaolo prevedeva di giocare con un 4-3-3 con un gioco stile Barcellona di Guardiola, e con Mutu al centro di tutto. I piu ottimisti parlano addirittura di Europa. Ma ben presto i sogni della tifoseria cesenate si infrangono con la dura realtà. Dopo 9 partite il Cesena è ultimissimo in classifica con soli 3 punti e appena 3 gol segnati, chiaro segnale che il progetto dello sciagurato Giampaolo è fallito vergognosamente e si è disintegrato subito a livelli biblici. La dirigenza lo esonera e subentra il cesenate doc Daniele Arrigoni, che perde in casa con il Lecce 1-0 al suo debutto. Arrigoni riaccende le speranze e riesce ad inanellare un filotto di 5 partite di fila, vincendone 3 (di cui 2 fuori casa) e perdendo contro Juventus e Inter. Ma proprio quando il peggio sembrava passato, nell'ultima partita prima di Natale, a Bergamo con l'Atalanta, i bianconeri dopo essere andati in vantaggio con un gol di Candreva, subiscono una pesante rimonta dai nerazzuri (4-1) e con lo stesso punteggio finisce anche alla ripresa a gennaio, questa volta a Udine. Il colpo di grazia è il 3-2 con la Lazio all'Olimpico, con il Cesena che in vantaggio di 0-2 si fa segnare 3 gol dai biancocelesti nel giro di 10 minuti. L'aritmetica non perdona nel giorno di festa del 25 aprile nel testa-coda al Manuzzi contro la capolista Juventus, dove un gol di Borriello a dieci minuti dalla fine condanna i romagnoli alla B.

Il Cesena ritorna in serie B dopo due anni di A, con la voglia di cancellare l'orrenda retrocessione dell'ultimo anno. La dirigenza Campedelli va in forte crisi economica e la mossa ridicola quanto azzarda è quella di insignire come nuovo allenatore Nicola Campedelli, proveniente dal Bellaria e fratello minore del presidente Igor. Il mercato dell'estate 2012 viene fatto invece praticamente a costo zero. L'avvio è un totale disastro con 10 reti subite in 3 gare e 1 gol fatto. Campedelli I esonera Campedelli II, facendo deridere il Cesena alla stampa nazionale per la situazione grottesca, e l'11 settembre 2012 è il giorno di un'altra sorpresa grossa, il ritorno in panchina di Pierpaolo Bisoli. E i cambiamenti si vedono subito con netti migrlioramenti in difesa e dei risultati. Mentre Bisoli cerca di tirare fuori da una squadra allestita malissimo in estate quello che può, fuori dal campo iniziano ad alleggiare i primi misteri. Si scopre infatti, da una segnalazione della COVISOC, che la struttura societaria dell' AC CESENA è molto più articolata e complessa di quanto si pensasse.
La situazione finanziaria è grave e cominciano i primi appelli alla città da parte del presidente, che il Cesena ha bisogno di un aiuto economico e che da solo non ce la può fare. Con 40 milioni di deficit, da Roma, la cordata Massone  che voleva scalare la società con Lugaresi fa dietrofront. Interviene solamente Lugaresi insieme ad altri soci del territorio per pagare gli stipendi ed evitare penalizzazioni ma solo dopo il ko di La Spezia, Giorgio Lugaresi torna al comando con l'appoggio della neo nata associazione "Cesena per Sempre". L'11 maggio, si festeggia la salvezza al San Nicola di Bari, dopo essere stati rimontati.

L'annata 2013-2014 incomincia senza particolari ambizioni, ma dopo 12 giornate, comunque, i bianconeri si ritrovano praticamente sempre a ridosso delle primissime posizioni della classifica. Flessione notevole invece nel bimestre Novembre-Dicembre, ma il giro di boa, prima della sosta invernale, si chiude con un 7° posto e 31 punti in classifica. Nel mercato di gennaio vengono acquistati Marilungo, Belingheri e Gagliardini. Il Cesena prende il turbo con alcune vittorie e nella fase calda tra marzo e aprile, la squadra ottiene due importanti vittorie consecutive contro Novara e Ternana, proiettandosi seriamente verso il secondo posto occupato dall'Empoli, in quei giorni stessi però, i romagnoli vengono penalizzati in classifica di 1 punto per dei ritardi di pagamenti da parte della società, punto che poi verrà restituito qualche settimana piu tardi. Nel momento in cui si è cominciato a credere fortmente al 2° posto, complice un calo di forma dell'Empoli, arrivano tre sconfitte di fila contro Spezia, Cittadella e Brescia. Questo ultimo 3-0 vede Bisoli vicno all'esonero ma il mister viene riconfermato, la squadra reagisce e arrivano 4 vittorie di fila contro Avellino, Padova, Empoli (scontro diretto) e Reggina. Alla penultima giornata, il Cesena capitola al Manuzzi contro il Latina per 1-3 nello scontro diretto e va ai play-off.
Il destino ripropone il derby col Modena visto già nell'ultima giornata poco piu di una settimana dopo, in una semifinale play-off accesa, dove il Cesena nella semifinale di andata espugna il Braglia per 0-1 con rete di Marilungo, e al ritorno al Manuzzi pareggia 1-1 con gol ancora di Marinlungo, accedendo cosi alla finale col Latina. Questa volta l'epilogo è favorevole. All'andata al Manuzzi, il Cesena si impone per 2-1 con Volta e Marilungo, subendo però il gol del 2-1 da Cisotti al 90'. Tre giorni dopo, mercoledì 18 Giugno, la Bisoli-band non molla al gol subito da Bruno e tira fuori tutto il suo orgoglio nella ripresa con il pari di Defrel. Il sorpsasso avviene nel finale: sul dischetto, rigore procurato da Marilungo, si presenta Cascione che spiazza Iacobucci e spedisce il Cesena in serie A, facendo esplodere di gioia i 1000 circa tifosi nel settore ospiti dello stadio Francioni.

Tutti i presupposti per il pronto ritorno in Serie A vengono quasi a mancare perchè in sede di mercato la situazione debitora costringe la società a chiudere del tutto i rubinetti e non avvengono rivoluzioni. Il campionato 2014-2015 si apre con una grande vittoria sul Parma che illude. Fino all'ottava giornata, ovvero Cesena - Inter 0-1, i romagnoli occupano posizioni di classifica sopra la zona retrocessione, ma da quella successiva ci cadrà e non l'abbandonerà mai più. La sconfitta di inizio dicembre con l'Atalanta per 3-2, avendo 8 punti in classifica, costa la panchina a Bisoli.
Approda Domenico Di Carlo che non risce a salvare i bianconeri e il 5-0 incassato dal Torino all'ultima uscita gli costa la riconferma in B che sembrava ad un passo, viste comunque le buone prestazioni della squadra.

Spazio quindi a Massimo Drago per il biennio 2015-2016. La prima stagione è straordinaria con l'arrivo ai play-off grazie a grandi colpi di mercato di Rino Foschi. Sul più bello, al primo incontro con lo Spazia in gara secca a fine stagione, arriva la sconfitta che costa la lotta alla Serie A ai play-off.
Come ogni estate, la squadra viene smantellata per permettere la sopravvivenza ma il percorso con Drago si sgretola ad inizio della seconda avventura disastrosa nel 2016-2017. Arriva quindi Camplone che porta ad una incredibile salvezza con 2 giornate d'anticipo e si guadagna a suon di prestazioni e punti la conferma. Stellare il reggiungimento dei quarti di finale di Coppa Italia contro la Roma all'Olimpico, sconfitta per un rigore inesistente al 96' dopo una gara leggendaria. 

Si riparte con Camplone ma è ancora una volta il mercato estivo a far pagare dazio. Non va proprio giù l'addio di Crimi nell'ultimo giorno di mercato e il tecnico viene esonerato per il ritorno di Castori, uscente dal ciclo straordinario di Carpi, quando la C sembrava ad un passo.
Il tecnico di Tolentino compie un miracolo e tra mille difficoltà porta ad una salvezza incredibile all'ultima giornata contro la Cremonese.

Il tutto non servirà a nulla perchè le difficilissime situazioni finanziare, dopo un lungo iter, portano al fallimento dell'Assciazione Calcio Cesena che muore dopo 78 anni di storia ininterrotta.

Dopo pochi giorni, il bando per far ripartire il calcio indetto dal Comune viene vinto da una cordata di 20 aziende locali capitanata da Pubblisole. In panchina ecco l'ex Giueppe Angelini mentre alla presidenza si è seduto Augusto Patrignani.

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