LA SCHEDA DEL GIOCATORE
Nome: Adrian
Cognome: Mutu
Nazionalità: Romena
Luogo e data di nascita: Călineşti, 08/01/1979
Ruolo: Attaccante
Altezza e peso forma: 180 cm, 74 kg
Stagioni a Cesena: 1 (2011-2012, serie A)
Presenze-reti: 28-8 Serie A, 1-0 Coppa Italia
Carriera: Argeș Pitești (1996-1998); Dinamo Bucarest (1998-2000); Inter (2000); Hellas Verona (2000-2002); Parma (2002-2003); Chelsea (2003-2004); Livorno (2005); Juventus (2005-2006); Fiorentina (2006-2011); Cesena (2011-2012); Ajaccio (2012-2014); Petrolul Ploiești (2014-attualmente).
Adrian Mutu (foto Marco Rossi)
Il vero romagnolo nasce pessimista. Un progetto perfetto, curato nei minimi dettagli sin dalla nascita fino al suo compimento, non sarà mai perfetto per un vero romagnolo. C'è sempre qualcosa di sbagliato, piccolo o grande che sia. Il vero romagnolo non si fida, preferisce fare una cosa in solitudine che fidarsi dell'altro. Non vede mai il bicchiere mezzo pieno. Non ama darsi delle arie e critica ciò che fanno gli altri. Un comportamento non amato da tutti, gli emiliani fanfaroni ce lo rimproverano sempre. 
Il vero romagnolo, in questo caso il vero tifoso romagnolo del Cesena,  quando Adrian Mutu firmò per il Cesena, sentì puzza di bruciato. Un attaccante fortissimo, sulla carta il più forte ad avere indossato la divisa che fu di Schachner, Agostini, Rizzitelli, Hubner. Capitano della nazionale romena, ex leader della Fiorentina. 54 reti in campionato con la Viola, 95 in totale nella massima serie italiana. Roba mica da ridere, il Brillante è anche un buon assistman. L'appassionato di calcio con le fette di prosciutto negli occhi - e anche nelle orecchie - impazziva per lui. Il vero tifoso romagnolo del Cesena, sbruffone e antipatico, prese atto e attese con calma. Andiamo con ordine.
Giugno 2011. Cesena, terra di Romagna e del Passator Cortese. La compagine calcistica cittadina ha appena conquistato la salvezza con una giornata di anticipo. La stella Jimenez, il rapido Giaccherini, il tuttofare del centrocampo Parolo e matusa Antonioli a buttarsi da un palo all'altro. Arriva il momento di rinforzare la rosa, Campedelli e Mancini sognano in grande, tra le panchine della città i tifosi fanno progetti. Perché fare tanta fatica per non arrivare terzultimi? Prendiamo un difensore forte, un centrocampista di qualità e una punta affidabile. Ci salviamo facile, magari ci scappa qualcosa di più. Igor cerca il colpo grosso, il giocatore che fa vendere i biglietti, la punta di diamante. 
Sito ufficiale dell'A.C. Cesena, 23 giugno 2011, il giorno prima della festività del patrono cesenate, San Giovanni. "L'accordo per il trasferimento dell'attaccante rumeno in bianconero, biennale con opzione per il terzo anno, è stato raggiunto dopo una trattativa serrata tra il procuratore e il presidente Igor Campedelli". Il presidente romagnolo non sta nella pelle: "Sono soddisfattissimo! Sono sicuro che il giocatore s’integrerà alla perfezione con la squadra, lo staff e tutta la città. Sono, inoltre, certo che darà un valore aggiunto al Cesena e il suo contributo sarà fondamentale". Parola al protagonista diretto della trattativa: "Sono entusiasta e non vedo l'ora di gettarmi a capofitto in questa nuova avventura. Ringrazio Campedelli per avermi messo al centro di un progetto ambizioso come quello del Cesena, una società che negli ultimi anni ha dimostrato di avere idee chiare e soprattutto la forza e il coraggio per portarle avanti. Ho accettato la proposta riducendomi l’ingaggio. Rientrerò al più presto per presentarmi alla città, per cercare casa e potermi mettere al più presto a servizio del mister. Sono convinto che questa realtà a misura d'uomo mi darà l'entusiasmo che cercavo". 
I supporter del Cesena programmano già le ferie per vedere da vicino la nuova superstar sin dal ritiro di Acquapartita. Le divise con il 10 sulla schiena sono il regalo preferito dai baby tifosi. Il campionato si avvicina, sale l'attesa per l'inizio della stagione. Anzi, La Stagione. L'attore protagonista Adrian Mutu, coadiuvato in attacco - a rotazione - da Martinez, Eder e Ghezzal. Il disastro completo. Al termine delle 38 giornate il Cesena si classifica in ultima posizione. 22 punti, 4 misere vittorie, 10 pareggi e 24 sconfitte. 60 reti subite a fronte delle 24 realizzate. Esattamente un terzo di esse vengono siglate dal Fenomeno di Călineşti.
Una stagione semi-anonima, vissuta nel fango del 4-3-3 di Giampaolo, nel successivo caos delle gestioni firmate Arrigoni e Beretta con l'apoteosi della sessione di mercato invernale. Il trasferimento di Candreva alla Lazio per Del Nero - gran signore ma giocatore che vale un quinto del centrocampista della nazionale - è da Bibbia della barzelletta. Prima punta? Seconda punta? Esterno d'attacco? Trequartista? Nessuno ci ha capito dove Mutu potessere rendere meglio. Oddio, qualche buon spunto si è visto, ne è un esempio la doppietta casalinga con il Genoa. Per il resto solo fumo. Nella trasferta contro la Roma all'Olimpico il punto di non ritorno, esattamente a metà del campionato. Il cavalluccio è sotto di 3 reti all'intervallo, fisicamente è in campo con undici uomini ma la Roma sta giocando contro una squadra morta, inesisitente. Mutu chiede a mister Arrigoni di essere sostituito: non se la sentiva. Vai te a capire 'sti fenomeni. L'avventura del romeno continua ma in pratica è finita in quel quarto d'ora nello stadio della capitale.
A Cesena e dintorni girano voci contrastanti: Mutu diventa improvvisamente uno e trino, viene visto nell'arco della stessa sera al Pineta, al Peter Pan e alla Baia Imperiale. Stakonovista della pista? Apparizioni mistiche? Bombe da bar? A voi la scelta, di certo il buon Adrian se l'è goduta bene dalle nostre parti. A fine stagione il romeno emigrerà all'Ajaccio, team della Corsica militante in Ligue 1. Nell'isola giocherà un anno e mezzo prima di abbandonare la squadra - che retrocederà a fine campionato - per tornare nella madre patria. Il Petrolul Ploiești lo accoglie a braccia apertissime, gli concede l'onore di indossare la "sua" 10 e viene osannato dai tifosi locali che, chissà, forse non si pongono il problema di dove passa le notti. Qua in Romagna decine di locali a disposizione. Avvisateci se fate un giro dalle parti di Ploiești, probabilmente si vive meglio che a Cesena.

2 commenti:

  1. Speriamo che Borriello, se arriva, non sia un Mutu 2. Secondo me pero' in quel Cesena c'era un problema tattico: Mutu e Eder sono entrambi attaccanti leggeri, mancava un ariete cui Mutu potesse girare attorno da seconda punta. Borriello-Marilungo sarebbe una coppia meglio assortita. Poi bisogna vedere in che condizioni e con che testa arriverebbe Borriello.

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