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mercoledì 24 gennaio 2018

Di Noia: "Cesena è una piazza che vive di calcio"

Qui Villa Silvia - Sole delicato al Rognoni per la seduta pomeridiana del Cavalluccio a pochi giorni dalla trasferta di Venezia. Davanti ad una sessantina di appassionati, i ragazzi di Castori hanno aperto la giornata con un lavoro senza palla a cura dei preparatori Pescosolido e Lancioni. Si è quindi passati ad una partitella a tutto campo terminata 2-2 con i gol di Cacia e Vita per i neri e Di Noia e Cascione per le pettorine verdi. Tutti in gruppo ad eccezione di Eguelfi e Dalmonte, che ieri era fermo a causa dell'infiammazione al ginocchio. Anche nella seduta odierna ha svolto lavoro a parte per provare a recuperare per Venezia, dentro quindi il difensore della Primavera Ceccacci. Giovedì seduta mattutina al Rognoni alle ore 11.00.

Giovanni Di Noia è stato ospite a Radio Gamma.
"Giocare contro il Bari mi ha fatto un effetto particolare perché sono cresciuto lì nel loro settore giovanile.
Cesena e Bari sono due città che vivono di calcio, si è visto anche sabato quante persone sono venute da Bari. Essendo una piazza seguita, favorisce anche la carica del proprio pubblico anche nei momenti di difficoltà. Sono venuti tanti amici a trovarmi ma non ho avuto modo di incontrarli perché sono dovuti tornare a Bari.
Ho cambiato tanti compagni di stanza, sono stato con Gennaro Scognamiglio nell'ultima vigilia di gara.
Ho tatuato la data dell'esordio, speravo un giorno di realizzare questo sogno. Della mia famiglia è venuto mio padre perché gli altri erano alla comunione di un mio parente. Tutti mi guardano in tv quando gioco e quindi diciamo che so che loro sono con me, è una spinta in più.
Io e Schiavone ci siamo trovati nel Torneo 4 Nazioni con Chicco Evani, era la mia prima convocazione con l'Under20, il momento più bello è l'Inno ad inizio partita, io lo canto e mi mette i brividi quando lo canto sul campo.
La mia prima volta in Serie A ancora non c'è stata, spero di poter giocare al più presto in massima serie.
Ho fatto l'istituto tecnico, mi è sempre piaciuta la matematica. Se non fossi diventato calciatore mi sarebbe piaciuto laurearmi in scienze motorie o fare il poliziotto.
Amo mangiare, mi piacciono molto i cappelletti in brodo e la piadina. Adoro però la cucina pugliese che non la cambio".

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