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martedì 28 aprile 2015

All-in Lugaresi: "Atalanta, con un pari o sconfitta non avremmo più speranze di salvezza"

Qui Villa Silvia - E' stato rinviato a data da destinarsi il procedimento in tribunale federale di Igor Campedelli e della società. Restano quindi ancora lunghi i tempi per sapere di che morte morire. Certamente una penaliazzazione non arriverà ma una sanzione pecuniaria.
La ripresa si è svolta lunedì mattina al Rognoni e chi è sceso in campo a Marassi ha svolto lavoro di scarico e tattico, mentre gli altri si sono cimentati in una partitella e lavoro tattico. Contro l'Atalanta mercoledì sera non ci sarà Zè Eduardo squalificato per un turno dal Giudice Sportivo. In gruppo sono rientrati Giorgi e De Feudis, mentre Lucchini (tendinite tibiale posteriore), Djuric (trauma contusivo piede sinistro) e Valzania si sono allenati a parte. Out: Pulzetti, Magnusson che domenica era nel settore ospiti di Marassi come semplice spettatore e Marilungo ancora in Spagna.
La società e lo staff tecnico hanno deciso di anticipare il ritiro che è scattato lunedì pomeriggio con partenza per Milano Marittima. La rifinitura sarà svolta martedì mattina a porte chiuse al Manuzzi con conferenza di Di Carlo nel primo pomeriggio.

Ritorna negli studi televisivi di Bianco e Nero d’Autore il Presidente Giorgio Lugaresi.
“Aspettavo una partita molto difficile perché a Marassi è complicato per tutti fare la gara. Giocano aggressivi, speravo che potessimo fare punti ma non è accaduto.
Gli errori dei singoli hanno pregiudicato questa gara ma è stata una costante in stagione. Nel secondo tempo eravamo schierati meglio rispetto al primo. Noi abbiamo avuto la forza di tentare di recuperare fino al 95’. La questione non è ancora chiusa. Con l’Atalanta giocheremo la partita della vita e nel caso di un pareggio o sconfitta non avremo più speranza, bisogna essere onesti. In caso di vittoria invece il calcio ci ha insegnato che tutto può accadere. Sono fiducioso che la squadra possa vincere la gara, anche con un pizzico di fortuna che ha sostenuto l’Atalanta negli ultimi turni. Pur non lamentandoci mai sui mass media, siamo una società educata, non creiamo alibi e non scaldiamo gli animi dei tifosi ma nelle ultime sei partite non ci sono stati dati 4 rigori solari. Mercoledì arriverà Rizzoli ad arbitrare che è uno degli arbitri migliori, ma a Cagliari non ci ha dato un rigore solare di Giorgi. Speriamo che questa cosa qui giri un po’ e siamo convinti che possiamo ancora recuperare.
Ai giocatori ho detto che se noi vincessimo, rimarrebbero 5 partite con 5 punti da recuperare. Lo devono a loro stessi perché è un gruppo importante, ha avuto difficoltà perché ha rischiato di sfaldassi. Hanno lavorato bene dopo il ricompattamento dello staff di Di Carlo e sono arrivate prestazioni anche contro squadre importanti. Ci devono credere.
Conosco troppo bene i miei giocatori. Gli ex atalantini non saranno condizionati, noi abbiamo ragazzi onesti. Brienza e Lucchini sono nostri. Sono arrivati 3 gol per 3 evidenti errori di Nica ma è onesto e come gli altri ce la sta mettendo tutta, altrimenti questa mattina avrei dovuto insultarlo.
I fatti successi tra Atalanta e Empoli sono brutti. L’animo della gente non è sereno e la delinquenza gira dentro e fuori gli stadi. Ho sentito le dichiarazioni di Marino e credo che noi dirigenti a volte dovremmo stare zitti. Ha fatto discorsi da vigliacchi in riferimento alle parole del Papa e glielo dirò perché lo conosco da 30 anni.
Campedelli? La giustizia ha i suoi tempi. E’ un tesserato e sono cavoli suoi. A noi spetterà l’ammenda.
Un rimpianto? Forse dovevo prendere la decisione di sostituire Bisoli prima al di là dei nostri rapporti personali e di stima per i risultati. Con la nuova gestione poi i risultati sono arrivati.
Valzania spero di vederlo in campo prossimamente ma sta fancendo fatica a rientrare. Per il futuro credo dovremo puntare su di lui, Moncini e Dalmonte. Come in passato dovremo tornare a puntare sui nostri giovani cresciuti in casa perché quando successo abbiamo sempre fatto bene.
Brienza mi piacerebbe moltissimo se potesse rimanere perché è un professionista d’esempio per i giovani ma anche per gli altri.
In caso di Serie B avremo giocatori dell’ossatura attuale e poi lanceremo giovani di belle speranze.
Noi giochiamo due campionati: sul campo e finanziariamente. Servirà un allenatore consapevole di questo e di lanciare i giovani che meritano di giocare senza accettare compromessi con quelli più vecchi. Se Di Carlo e il suo staff sarà in linea con queste cose vedremo, noi siamo contenti ma è ancora presto per affrontare questi temi perché siamo impegnati nella lotta salvezza.
Con la Serie A noi abbiamo in minima parte pagato i fornitori e per 10 anni pagheremo oltre 2 milioni di euro per l’erario. Abbiamo valorizzato i nostri giovani facendoli esordire. A differenza di Parma e Bari noi abbiamo prese altre strade.
A noi mancano le strutture perché ci appoggiamo a Martorano e Ponte Abadesse. Se tagliassimo sul settore giovanile vuol dire che non abbiamo capito niente.
Ancora dobbiamo finire di pagare il sintetico. Ci siamo convinti che conviene lavorare sempre su un tipo di manto per mantenere il muscolo, ad esempio quando giochiamo fuori casa. C’è da dire che la Primavera lavora sempre sul sintetico ma non ha infortuni simili. Ovviamente i giocatori hanno una struttura diversa, meno allenamenti e carichi inferiori. A livello professionistico sono poche le società ad avere il sintetico.
I giornalisti a volte li amo e altre li odio. I nostri sono quasi tutti tifosi viscerali e spesso ragionano di pancia senza pensare alle conseguenze. Sono nel calcio da moltissimi e troppi anni credo che sia normale. Siamo tutti troppi legati ai risultati.
Mio padre nelle ultime 6 stagioni ha ricevuto critiche pesanti. Ha avuto un ricordo postumo ma da figlio me ne faccio un baffo. Ad esempio quando sono arrivato io la contestazione è continuata perché portavo lo stesso cognome”.

Sebastiano Rossi è stato ospite di Tifo Cesena! programma di Videoregione.
“Si poteva portare a casa qualche punto col Genoa perché il Cesena ha fatto una buona partita. Loro hanno avuto 4-5 palle gol mentre noi 2-3 ma sono capitate sui piedi di Defrel. E’ un giocatore di quantità che con la corsa è arrivato poco lucido davanti a Perin.
Agliardi mi è piaciuto molto, ha effettuato diversi interventi decisivi. E’ importantissimo dare sicurezza ma serve anche mettere una pezza quando serve.
Partita truccata tra Atalanta - Empoli? Non credo perché altrimenti non ci sarebbe stata la scazzottata di Denis su Tonelli nel finale.
Io confermerei Di Carlo ma prima aspetterei come terminerebbe la stagione. Il calcio è strano, basta poco per ribaltare la situazione. Se dovesse finire male io credo il mister aspetterebbe qualche richiesta in Serie A. Solo dopo potrebbe firmare per il Cesena in B. Di Carlo ha buone qualità per allenare anche squadre importanti.
Melgrati? Non l’ho seguito ma avremo tempo di visionarlo.
Se crediamo che i soldi presi per far crescere Leali siano stati giusti non è così, a scapito dei risultati. E’ un ragazzo molto giovane, è stato buttato nella mischia e non è stato facile. Non ha fatto interventi decisivi ed è stata una stagione un po’ insipida.
Il settore giovanile è troppo importante. I giovani vanno cresciuti e dati in mano a persone per bene che insegnino la tecnica.
Quando vedo le immagini di Cesena - Lecce spareggio per la Serie A mi emoziono ancora. Fu un campionato per me strepitoso, portai diversi punti a fine stagione. Bolchi mi diede fiducia, è un gran bel ricordo. Dopo 6 giornate avevamo 1 solo punto.
All’esordio in Serie A col Napoli perdemmo 1-0 e fece gol Bagni.
Contro il Milan feci diversi interventi per salvare il risultato. Quando stavo bene era difficile farmi gol. Avevo dei problemi di concentrazione. Per me il calcio era un divertimento e non sempre facevo combaciare questo con l’importanza di una partita. Piano piano poi mi sono immedesimato nel mio lavoro.
Quando arrivai al Milan ebbi la fortuna di essere in una grande squadra con i giocatori più forti del mondo e dietro c’era una grande società. Credo poi di avere contribuito anche io nei successi raggiunti.
L’unica sciocchezza che ho fatto in carriera è stato il pugno su Bucchi, poi ho pagato a caro prezzo questo gesto. In partita c’era un arbitro che avevamo incontrato in altre due match nelle prime 11 giornate. Nei precedenti ci furono delle decisioni molto dubbie contro di noi. In quel caso un giocatore del Perugia cadde da solo in area al 92’ e venne decretato questo rigore inesistente. A me diede fastidio l’avversario che mi prese la palla.
Nazionale? Evidentemente c’erano portieri più bravi di me. Era un traguardo importante, mi sarebbe piaciuto coronare un sogno ma ero felicissimo di giocare già nel Milan”.

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