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martedì 14 ottobre 2014

Il ritorno del figliol prodigo

Qui Villa Silvia - Visita inaspettata al Centro Sportivo Rognoni di Emanuele Giaccherini. L'asso della Nazionale Azzurra ha salutato i vecchi compagni e posato con Bisoli per una foto in cui gli consegna la sua maglia con dedica ("Questa maglia è anche merito tuo, grazie mister") e firma.
Dal campo, si è tornati a sudare in vista della gara di Palermo prevista per domenica. Sono rientrati in gruppo regolarmente Cazzola, Volta e Succi, come previsto invece Lucchini e Pulzetti hanno svolto lavoro fisioterapico insieme ai preparatori. In dubbio resta ancora Cascione: la sua elongazione lo ha costretto ad un lavoro tra palestra e campo, stessa sorte anche per Tabanelli che probabilmente rientrerà tra 1 mese dopo la frattura al metatarso del piede. Per tutti gli altri, dopo il consueto riscaldamento, lavoro tattico per difensori e attaccanti, divisi per reparti. Infine si è passati a partitelle a tema e quella finale.
Ancora assenti alcuni nazionali, infatti nel pomeriggio l'Under 21 di Leali è uscita vittoriosa sulla Slovacchia per 3-1 (Bernardeschi, Belotti, Lobotka, Longo) e si sono qualificati per gli Europei 2016. Il portiere bianconero non è sceso in campo. Invece Magnusson è rientrato anticipiamente per una squalifica (cartellino giallo al 90') saltando l'impegno di ritorno con la Danimarca (1-1 finale ed eliminazione), stessa sorte per Garritano rientrato i giorni scorsi. Nella notte è sceso in campo Carbonero (0-1 della sua Colombia ai danni del Canada) per il primo tempo della sfida.
Intanto per la gara di Palermo si attendono circa 150 spettatori (clicca qui per acquistare il biglietto per Palermo). Per mercoledì è attesa una doppia seduta, alle ore 10.30 e alle 15.00 a Villa Silvia.

A Radio Studio Delta è stato ospitato Daniele Capelli.
"I primi calci li ho dati all'oratorio e poi sono andato a 8 anni nel settore giovanile all'Atalanta dai pulcini fino alla prima squadra. Ero un bambino tranquillo, ho frequentato amici per bene, giusto qualche stupidata ma tutto nella norma.
L'attaccante che temo di più potrebbe essere Menez, ma anche Tevez fa molta paura.
Il mio numero di maglia è il 25 in onore di Mario Morosini. Era un mio caro amico. Abbiamo fatto tutte le giovanili insieme, anche a Reggio Calabria. Per onorarlo al meglio ho voluto il suo numero.
Ho avuto la sfortuna di farmi male due volte. Prima il legamento crociato, ma dopo 4 mesi mi sono rotto la rotula. Lì è stata dura, venivo da un infortunio abbastanza grave, poi è andata ancora peggio. Sono stato fuori 12 mesi e la forza l'ho trovata anche nelle persone che erano intorno a me: la mia fidanzata, la mia famiglia composta da mamma, papà e una sorella, ma anche i preparatori e i fisioterapisti.
Mi piacerebbe fare una esperienza all'estero, anche se il campionato italiano è uno dei più difficili. Avendo 28 anni non sono più di primo pelo, ma sto affrontando questa esperienza col Cesena e poi vedremo cosa il futuro mi riserverà.
Il debutto in Serie A l'ho fatto a 18 anni a San Siro. Ho ricordi strani perchè ero molto emozionato e l'ho saputo a poche ora dalla gara. Ho coronato un sogno, oltretutto con la maglia della mia città e con Delio Rossi. Mi ha dato grande fiducia e lo ringrazierò sempre.
Sono un appassionato di funghi, ma non li mangio. Amo la montagna e il freddo. Norvegia? Mi piace il freddo ma andare via servirebbero almeno 12 giorni.
I miei capelli? Ce li siamo rasati come fioretto promozione e siccome sono comodi li ho tenuti così.
Matrimonio? A breve no, ma con la mia fidanzata vedremo in futuro".

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