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giovedì 13 ottobre 2011

News Ac Cesena 13-10-11

Qui Villa Silvia - Per oggi è prevista una seduta di allenamento pomeridiano che inizierà alle ore 15:30 a porte aperte.
In vista di Cesena-Fiorentina non ci sono dubbi di formazione per Giampaolo, Antonioli rientra al posto di Ravaglia, cambio anche a centrocampo dove Parolo, che aveva saltato la partita col Chievo per un affaticamento muscolare, al posto di Colucci. L'attacco sarà camposto da Eder, Mutu e Martinez.

Secondo l'agente di Brighi, il ritorno di fiamma del Cesena è una notizia infondata e immatura in quanto il giocatore è arrivato da poco a Bergamo.
"Siamo ad ottobre, il mercato si è chiuso da poco. L'apertura è lontana. Non vale la pena commentare notizie prive di fondamento. Matteo finirà la stagione all'Atalanta perché a me risulta che siano tutti contenti."

Il Pupazzen è atteso domenica alle ore 12.30 allo stadio Manuzzi per commentare la partita per "Quelli che il Calcio".

Centro Sportivo Olimpio "campini" (Firenze) - Oggi i viola si troveranno alle ore 12 per un unico allenamento a porte chiuse che non sarà svolto al C.S. Olimpio su campi del sintetico in quanto ritenuto troppo diverso da quello di Cesena, ma a Campini.
Per domenica un solo dubbio per Mihajlovic che dovrebbe sostituire Vargas, ancora in Perù, con Lazzari.

Stralcio dell'intervista di Maurizio Marin ad un portale viola in vista di Cesena - Fiorentina.
"Sarà una bella partita sicuramente. Sia il Cesena che la Fiorentina sono due società che hanno, nel loro organico, giocatori di qualità. Non solo Mutu e Jovetic, ma anche Parolo, Cerci, Montolivo... Sono tanti i giocatori di grande qualità. In più, gli allenatori hanno scelto strade che, per quanto difficili, cercano di privilegiare il bel calcio".

E' uscito l'annuncio del gruppo ultrà organizzato Wsb81 dell'imminente festa per celebrare i 30 anni di nascita. Sabato 22 ottobre allo stadio Manuzzi a partire dalle 16.30 ci saranno i festeggiamenti. In programma ci sarà una sfida sul campo tra le vecchie glorie del Cesena e una rappresentativa dei tifosi. A giorni si saprà in dettaglio il programma completo.

La legge sugli stadi pare essere imminente. Il testo è proposto dalla Gazzetta dello Sport.
Ora proprio tutti gli ostacoli sono caduti sulla legge per gli stadi. Ultimo in ordine di tempo era lo
stralcio delle modifiche alla ripartizione dei diritti tv. Ieri l’annuncio del relatore Claudio Barbaro (Fli): «Ho deciso di venire incontro al governo per favorire l'approvazione della legge sugli stadi in tempi sufficientemente rapidi. Da parte mia c'è piena volontà di agevolarne l'iter legislativo, poiché credo che gli impianti sportivi siano una necessità. Pertanto, anziché chiedere una nuova convocazione
della Commissione cultura, sto valutando la possibilità di intervenire in questa sede ed eventualmente anche in Aula con un atto di indirizzo per incentivare una riflessione sul tema rilevante quale quello della mutualità». La legge è così imminente.


Altra spaccatura in assemblea di Lega per la ripartizione dei diritti tv. Capitoli precedenti: il 15 aprile le 15 medio-piccole avevano approvato una delibera che allargava la platea dei tifosi a simpatizzanti e Auditel; Inter, Juve, Milan, Napoli e Roma si erano opposte rivolgendosi ai giudici; l’8 luglio era stata firmata la pace, solo apparente, riducendo il peso degli ascolti televisivi (quelli che appiattiscono i valori) dal 33 al 16%. Sì, era solo un compromesso temporaneo, utile per distribuire l’ultima rata dei proventi, ma tutti pensavano che si sarebbe cristallizzato, in modo da chiudere definitivamente i conti con la stagione 2010-11. E invece no. Ieri le parti si sono nuovamente allontanate. E non c’è soltanto l’opposizione di Napoli e Roma. Bisognerebbe indennizzare, in base a quell’intesa, le retrocesse Bari, Brescia e Samp (1,7 milioni in tutto), ma soprattutto c’è la grana dei premi per le partecipanti all’Europa League. Stabilito dai giudici che la «tassa» non è a carico esclusivo delle neopromosse, l’8 luglio s’era deciso che quei 7,5 milioni fossero pagati in parti uguali da tutte le venti. Ieri le piccole — Cesena in primis — si sono opposte chiedendo che ogni club fosse tassato in misura proporzionale ai propri ricavi. Le big hanno detto no, lasciando intendere pure di voler spazzare via la delibera del 15 aprile per la ripartizione relativa alla stagione 2011-12. Così tutto si è impantanato.
Il calcio italiano è all’anno zero, sono tante le riforme di cui ha bisogno, eppure si continua a litigare sui soldi (in alcuni casi balla qualche centinaio di migliaia di euro...) col rischio di tornare in tribunale.
Incombe, infatti, la pronuncia dell’Alta Corte. Infront, intanto, chiede di varare subito il bando per i diritti tv esteri: il mercato non può aspettare.

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