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giovedì 24 febbraio 2011

News Ac Cesena 24-02-2011

Dopo tre giorni di silenzio - chiarimento con Cellino a parte -, è tornato a parlare Igor Campedelli. Da accusatore della tifoseria a difensore della stessa, questo il riassunto del suo discorso. In questi giorni sono continuate le indagini sul caso Cesena Store di sabato scorso che ha fatto imbestialire l'erede di Giorgio Lugaresi alla guida del cavalluccio. A quanto riportato oggi dai quotidiani pare che il tutto sia nato da un semplice diverbio creato da un cliente del negozio presentatosi all'interno di esso per cambiare una tuta acquistata in precedenza; una battuta sulla squadra, una sul mister e un'altra sul match del giorno successivo a Parma magari con un tono di voce non provocatorio ma ironico. Mischiamo questo alle presunte minacce telefoniche o indirette al presidente e il gioco è fatto. A Campedelli forse "girano le scatole", situazione comune al popolo cesenate intero. Non sta a noi parlare, ormai troppo si dice e poco si capisce. Eccovi le scuse, senza omissis, del presidente:

Il mio duro sfogo in conferenza stampa non si riferiva ad un episodio specifico, come è stato sintetizzato, bensì ad una sommatoria di episodi che, nei toni e nei contenuti, per senso di responsabilità nei confronti dei miei familiari e dipendenti, non potevo in nessun modo sottovalutare. Uno sfogo duro, sì è vero, ma giustificato dal coinvolgimento emotivo di chi deve proteggere i propri affetti. E ricordo ancora che, al di là della dinamica dei fatti e di qualche dettaglio puramente accessorio, restano le minacce rivolte, in più di una circostanza, alla mia persona e all’incolumità della mia famiglia. Poi l’episodio al Cesena store, la goccia che ha fatto traboccare il vaso, dove sono state minacciate verbalmente due ragazze che lavorano lì e non c’entrano nulla con gli aspetti sportivi. Qualcuno cerca di sminuire un accaduto che rimane grave riportando frasi piene di condizionali, ma esiste una querela e saranno gli inquirenti a far luce su questo fatto. Di fronte a queste inaccettabili serie d’intimidazioni ho ritenuto giusto e sacrosanto rendere pubblico questo disagio. Penso che tutti al mio posto avrebbero reagito così duramente. In quanto all'identificazione dei mandanti, al coinvolgimento della tifoseria, non ho mai sostenuto che si trattasse di ultras, di gruppi organizzati né tantomeno di tifosi, non l’ho neanche mai pensato.
Colgo l'occasione per precisare ancora una volta, con forza, che questo mio sfogo serve a proteggere proprio l’immagine costruita nel tempo da questa tifoseria: numerosa, passionale, in certi momenti dura, pesante, ma sicuramente una tifoseria corretta che non se la prende con i più deboli.
Ho parlato (e ne sono prova le registrazioni che ognuno di voi può ascoltare) di “pochissime persone” e, a quelle, ribadisco l'assoluta linea della fermezza. Ma mai ho insinuato che l'inciviltà, a Cesena, fosse un germe diffuso. La mia paura è che questa gente possa macchiare proprio l’immagine della nostra tifoseria.
Chi conosce la mia storia, sa che se attaccassi questa categoria attaccherei, in parte, me stesso, perché - come migliaia di voi – ho passato stagioni intere sui gradoni dello stadio a soffrire ogni domenica per la causa del Cesena. Proprio per chiarire questo e perché non rimangano solo parole al vento, domenica prossima, contro il Chievo, abbandonerò la mia solita postazione e seguirò la partita in “curva” e nei “distinti”, per dimostrare che credo nella civiltà della tifoseria. E anche se, già lo so, mi beccherò qualche “vaffa", quando il Cesena segnerà - ne sono certo - gioiremo tutti assieme.
Igor Campedelli

Sull'ultimo punto espresso da Campedelli esprimo una piccola considerazione personale, questo è un sito che parla del Cesena Calcio in tutte le sue sfaccettature e in questa settimana nella quale curo l'informazione vorrei dire questo al presidente:
Igor, posso darti del tu? Cosa vieni a fare in Curva Mare? Devi farti perdonare con cioccolatini e mazzo di rose come i fidanzati fanno con le proprie compagne dopo averle prese a calci e sputi in faccia? No, non è questo il modo per scusarsi con i quindicimila tifosi che riempiono ogni due settimane i gradoni del Manuzzi. Non provare a mettere piede nel luogo dove mi sento libero di esprimere tutto il mio disprezzo verso l'attuale situazione della mia squadra del cuore. Se lo farai abbandonerò lo stadio e sono certo che altri saranno pronti a seguirmi in questo.
[by Giunkolo]

Queste le parole di Giaccherini nell'intervista in sala stampa al Rognoni all'allenamento di oggi pomeriggio.
"Stiamo affrontando un momento difficile, domenica è una partita nella quale potremmo capire tante cose su come possiamo proseguire il nostro campionato. Mi aspetto molta gente allo stadio e spero che il pubblico ci sostenga perchè abbiamo bisogno di tutti. A Parma sono entrato a circa 35 minuti dalla fine, dopo il pareggio abbiamo fatto molto bene e siamo stati pericolosi e abbiamo raggiunto il vantaggio, poi una disattenzione nei minuti finali ci è costata due punti. Credo che con l'arrivo della primavera, con i campi in migliori condizioni io possa esprimermi al meglio assieme agli altri giocatori tecnici della squadra. Domenica affrontiamo il Chievo una squadra ben organizzata, in cui si conoscono alla pefezione e in cui i nuovi arrivi si sono dimostrati davvero bravi, come Constant e Fernandes ad esempio. In più c'è Pellissier che è molto pericoloso. Domenica per noi sarà una finale, dovrà essere questo il nostro vantaggio, il Chievo sarà più tranquillo ma noi non possiamo perdere altri punti."

Dalla città di Verona interviene l'ex Moscardelli.
A Cesena ci aspetta una gara delicata e importante per il nostro futuro. Vogliamo tornare a muovere subito la classifica. Le due sconfitte consecutive in campionato non devono farci dimenticare quanto di buono fatto in questo ultimo periodo. Abbiamo l'occasione di togliere punti ad una diretta concorrente nella lotta salvezza. E tutti sentiamo dentro la grande voglia di tornare a divertirci e raccogliere punti. Di quello che sta succedendo a Cesena ci deve interessare poco, non penso all'ambiente ma alla sfida e a quello che dovremo fare in campo. Il pubblico si farà sentire, non mancherà certo l'incitamento per il Cesena. Ma noi siamo pronti e siamo abituati a questo tipo di situazioni. Il Chievo vuole assolutamente sistemare la classifica. E quella di domenica prossima che per noi vale moltissimo".

Dahlia chiude i battenti dopo nemmeno un anno di trasmissioni. Ripercorriamo la sua breve storia.
Il 7 marzo 2009 nasce Dahlia TV in sostituzione di Cartapiù ampliandone in modo significativo l'offerta, prendendo spunto da esperimenti in Spagna ed altri paesi dell'UE.
Nei campionati 2009/2010 e 2010/2011 Dahlia TV è stato lo sponsor del Cagliari Calcio e del Torino Calcio. Il Cesena calcio viene trasmesso su questa emittente.
Il 1º febbraio il canale Dahlia 2 Sport inizia ufficialmente a trasmettere (prima il canale era usato quando venivano trasmessi più incontri, in diretta e in contemporanea).
Il 26 agosto 2010 è partito il nuovo canale tematico "Palermo Channel TV", dedicato esclusivamente alla squadra rosanero. Poco dopo, Dahlia acquista i diritti della Celtic League di rugby.
Per la stagione 2010/2011 Dahlia trasmetterà tutti gli anticipi, tutti i posticipi e le partite in casa e in trasferta di Cagliari, Catania, Cesena, Chievo, Lecce, Parma, Sampdoria, Udinese. Verrà trasmesso in esclusiva il parziale campionato di Serie B e Dahlia trasmetterà tutti gli anticipi e posticipi e tutti i gol di ogni giornata.
Tutte le news del calcio nazionale e internazionale saranno seguite da ben 13 nuovi programmi in onda tutti i giorni.
Alla fine del mese di ottobre 2010, Dahlia conta circa 850.000 abbonati.
Il 10 gennaio 2011 la società è stata messa in liquidazione dai soci a causa dei risultati negativi della vendita degli abbonamenti (300.000 contro i 350.000 necessari al pareggio dei debiti). Il 31 gennaio 2011 alla riunione dei soci il maggiore azionista Airplus aveva deciso di liquidare la società. Il 24 febbraio 2011 Dahlia TV riconsegna alla Leghe di Serie A e di Serie B i suoi diritti e il giorno dopo alle ore 19:00 annuncia la definitiva chiusura con questo comunicato sul sito ufficiale:
"Dahlia TV ed il suo team sono spiacenti di comunicare che, nonostante tutto l’impegno profuso in questi mesi per offrire il miglior servizio e ricambiare la fiducia accordata dai propri Clienti, si trovano costretti ad interrompere le trasmissioni.
Ringraziamo e ci scusiamo con tutti i Clienti e gli appassionati che ci hanno scelto e ci hanno seguito fino ad oggi."

Detto questo, dal mio personale punto di vista discutibile da chiunque, posso essere in parte soddisfatto dell'accaduto. Spesso i tifosi rendono marcio il calcio con violenze inaudite, ma c'è da dire che le pay tv, seppur questa piccola, ci mettono del loro. Chissà che non sia un primo passo per la chiusura totole, anche se è solo un'idea utopistica. Preoccupazione resta per tutti i dipedenti che ora si troveranno senza lavoro in un periodo di "magra" come questo. Solidarietà a loro.


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