Nell'allenamento odierno, a porte aperte, Igor Budan terrà la sua prima conferenza stampa dopo la presentazione avvenuta non più di qualche mese fa. Il giocatore parlerà prima della seduta alle ore 14.00. Invece nella giornata di domani, sabato 20 novembre, i cancelli del centro sportivo di Villa Silvia saranno a porte chiuse. Sono tornati i tre nazionali e probabilmente da lunedì rientrerà in gruppo anche Fabio Caserta, fermo per un'infortunio.
La conferenza di Igor Budan di oggi.
"Dopo un infortunio è difficile fare programmi precisi di recupero, ci vuole ancora un pò di tempo per tornare al 100%, dopo sei mesi di stop. Sento che sto migliorando la mia condizione giorno dopo giorno, ma non voglio affrettare il rientro, devo solo continuare a lavorare per ritrovare il ritmo partita, solo giocando è possibile ritrovare il fiato, l'agilità e i movimenti giusti. Mi fa piacere che attorno a me ci sia tanta positività, questo mi da forza. La partita di domenica per me sarà particolare, il Palermo è una squadra giovane piena di talenti, c'è molta qualità magari perdono qualcosa in esperienza e soprattutto è una squadra che cambia molto quando gioca in trasferta. A Palermo sono stato bene e con giocatori come Miccoli e Cavani ho accettato tranquillamente anche la panchina. Qui a Cesena sviluppiamo davvero un bel gioco, ci mancano solo i gol anche quelli brutti che però permettono di salvarti".

Domenica alle 15.00, in diretta su Rai2 a "Quelli che il calcio", ci saranno dei tifosi bianconeri, ospiti della Ventura: il Presidente del Centro Coordinamento Clubs Checchia e  Carolina, Mirko Casadei.

Dopo il divieto della sfida Bari - Cesena per i non tesserati cesenati, c'è un ennesimo cambiamento nel calendario. Cesena-Cagliari verrò disputata in anticipo sabato 18 dicembre alle ore 18.00.

Massimo Maccarone risponde alle voci di mercato di Luca Mancini, rilasciate ieri.
"Escludo trattative con altri club, voglio rimanere a Palermo, se andassi via sarebbe una sconfitta personale. Pensavo che in rosanero avrei giocato di più ma sto facendo progressi".

Notizia calciomercato. Nicola Mingazzini ha firmato un contratto con l'Albinoleffe. Il giocatore era in procinto di accasarsi a Cesena ma i lombardi si sono assicurati l'ex centrocampista del Bologna.

Con tema Cesena - Palermo di domenica 21 novembre, Manolo Pestrin parla di sè e della sfida imminente.
"Tre anni che non dimenticherò mai tre stagioni ricche di emozioni, grandi gioie ma anche delusioni. Ricordo la promozione in B dopo la doppia finale col Lumezzane e la semifinale playoff per la A persa col Torino, è una ferita ancora aperta. Non dimenticherò mai neppure l'ultimo giorno passato a Cesena, stavo per debuttare in A col Messina, ma qualcosa mi stava morendo dentro. Sarei rimasto molto volentieri ma col mio affare il Cesena guadagnò parecchi soldini.. Rischiai anche di tornare in bianconero, Campedelli infatti mi cercò ma il Messina voleva troppo e non se ne fece nulla, peccato perchè io ci spero sempre, questa città, questo club, questi colori, questa gente, sono e saranno sempre nel mio cuore. Se non dovessi tornare in Romagna da calciatore lo farò da cittadino perchè ho comprato casa a Cesena, qui si sta bene, c'è il mare e ci sono i colli a due passi, è a misura d'uomo. Il Palermo? ho giocato in rosanero soltanto sei mesi ma ho raccolto pochissime presenze, in B. Per domenica dico che vince il Cesena 2-1, la legge del Manuzzi tornerà a colpire..".

L'ex portiere Alberto Fontana commenta la situazione del campionato, gaurdando anche a Palermo e Cesena e alla loro sfida personale in campionato.
Sono attualmente quattro i calciatori del Palermo nel giro della nazionale azzurra di Cesare Prandelli. Alle convocazioni di Sirigu, Cassani e Bovo si è aggiunta, infatti, quella di Federico Balzaretti. Un riconoscimento più che legittimo per il terzino sinistro rosanero? 
"Federico si è guadagnato la convocazione sul campo, per di più convincendo un allenatore che a livello di club non l'aveva tenuto in considerazione. Credo che la soddisfazione per lui sia doppia, perché convincere una persona che magari in passato non ti aveva dato fiducia è un risultato molto importante. I più grandi allenatori che ho conosciuto mi han sempre detto che soltanto gli stupidi non cambiano idea. Se sei un grande mister – ha spiegato Fontana ai microfoni di Mediagol.it - alla fine ti puoi anche ricredere. Viviano o Sirigu per il dopo Buffon? Ai tempi avevo definito Sirigu ‘uno dei pochi’quando era ancora nella Primavera. Di calciatori non parlo, ma di portieri sì e diciamo che dopo una settimana di allenamenti capisci se uno ha o non ha qualcosa in più. Personalmente preferisco Sirigu. Viviano è un ottimo portiere, ma vedo nelle gambe di Totò quel qualcosa di imprevedibile che può cambiare l'esito di una parata. Viviano lo trovo più regolare ma non in grado di fare la parata miracolosa che Totò ha invece nelle gambe".

In vista del big match casalingo contro la Roma, la trasferta di Cesena rappresenta per i rosanero di Delio Rossi uno snodo fondamentale per provare a rientrare in piena zona Europa...
"La gara di Cesena per il Palermo è indubbiamente una grande occasione, anche perché secondo me fuori casa, come caratteristiche, la squadra di Rossi può fare più male che in casa. Ormai chi viene a Palermo non viene certo a giocarsi la partita, ma a non giocarsela, e ciò può creare dei problemi. Fuori casa negli spazi il Palermo può fare veramente male. Il Cesena però è una squadra in salute, non sarà una partita facilissima. Nelle ultime domeniche la compagine romagnola ha raccolto molto meno di quello che meritava, e soprattutto è una squadra conscia di dover lottare per la salvezza, che probabilmente passa dal ‘Manuzzi’. Non sarà una partita facile".

Quale la statura dell’organico a disposizione di Delio Rossi? Che tipo di ruolo può recitare il Palermo in questo campionato?
"Domenica ho visto il derby, nel primo tempo i rosa sono stati bravi anche a soffrire, ad essere sinceri il Catania nel primo tempo gli aveva anche creato grossi problemi, però una squadra matura la si vede soprattutto nei momenti di difficoltà quando si mostra capace di fare il fortino aspettando che cambi l'inerzia della partita. Il Palermo come valori assoluti è a ridosso delle grandi squadre – ha spiegato Fontana ai microfoni di Mediagol.it - logicamente secondo me ci sono 4-5 compagini più attrezzate, però nel calcio parla sempre il campo, ci sta l'anno dove ti si apre la chance, come avvenuto l'anno scorso quando i rosa hanno rischiato veramente di raggiungere qualcosa di storico. I giovani del Palermo? Che Pastore fosse un talento si vedeva, forse l'anno scorso a volte era più bello che efficace. E' maturato molto, adesso è anche determinante. Poi Rossi può contare su uno zoccolo duro importante, Bovo in difesa è un giocatore fondamentale, così come Migliaccio a centrocampo, l'ossatura della squadra è rimasta. Per raggiungere quel miracolo della Champions, che a Palermo sarebbe come uno scudetto, devono coincidere tante cose. Comunque sia i rosa sono lì e se la giocano con quelle 4-5 squadre di alto livello".

Javier Pastore ma non solo. I giovani gioielli che l’undici rosanero di Delio Rossi sta mettendo in mostra in questa prima parte di stagione sono davvero tanti. Ezequiel Muñoz ed Armin Bačinovič sono divenuti ormai pilastri della formazione guidata da Delio Rossi.
“Muñoz? Si tratta di un ragazzo molto giovane e di grande prospettiva. Il campionato italiano non è facile. Non si può pretendere che un ragazzo in due mesi entri nel meccanismo e nell'ottica del calcio italiano che, a livello difensivo, è sicuramente quello più difficile e preparato del mondo. Il rendimento dell’argentino proporzionato all’età ed il fatto di aver digerito qualche critica costituiscono un biglietto da visita molto importante. Lo stesso Kjaer ha voluto un anno di rodaggio, più che altro per ambientarsi e poi dimostrare in assoluto il suo grande valore. Bačinovič – ha spiegato Fontana ai microfoni di Mediagol.it - se devo essere sincero, non l'ho visto giocare tantissime volte. Ritengo Delio Rossi che considero un allenatore, molto capace, abbia benissimo in mente il fatto di avere dei giocatori che devono essere molto liberi di esprimersi. Occorre quindi avere in mezzo al campo qualcuno in grado di coprire di più, in grado di sobbarcarsi l'estro ed il talento di Pastore com'è giusto che sia, uno come deve illuminare la partita e non fare quaranta metri di corsa per rientrare in difesa. I giocatori in mezzo al campo stanno eseguendo il compito in maniera importante. Nocerino e Migliaccio consentono agli altri di togliersi delle licenze . Non è facile trovare giocatori di questo tipo in tante altre squadre, fateci caso".

La polemica sollevata nei giorni scorsi dal patron rosanero Maurizio Zamparini sulla difformità di giudizio arbitrale e l’eccessiva ossequianza del palazzo nei confronti delle big ha suscitato un vespaio di reazioni tra gli addetti ai lavori...
"Sudditanza psicologica degli arbitri? Io ho fatto 24 anni di professionismo e posso dire che le cose sono migliorate in maniera importante. Dieci o quindici anni fa questa situazione era secondo me molto più pesante. E' normale che in certi campi nel dubbio il grande giocatore possa incutere un po' di timore, ma è umano. Il fallo di un giocatore 'big' come potrebbe essere ad esempio Pirlo rispetto a quello di un giocatore di una piccola squadra a volte viene interpretato diversamente. Recentemente ho visto degli errori degli arbitri, ma anche tante buona fede".

Le dimissioni di Walter Sabatini dalla carica di direttore sportivo del Palermo fanno ancora discutere.  
"Il Palermo ha avuto ultimamente due direttori sportivi fantastici. Rino Foschi, che ha creato la squadra portandola dalla Serie B all'Europa con 10-15 giocatori valorizzati e poi venduti alle big, poi Sabatini è riuscito a colmare il vuoto dovuto alla partenza di Rino in maniera egregia. Prendiamo Pastore, Hernandez ed i tanti talenti che il Palermo presenta regolarmente, le loro prestazioni in campo sono un biglietto da visita incredibile. Sono un amico di Rino Foschi ma c'è anche un'altra persona che ha tutta la mia stima ed è Walter Sabatini. Quando fui emarginato dalla prima squadra (ai tempi del dualismo con Amelia, ndr) lui doveva eseguire delle direttive della società, ma con me si è dimostrato sempre un grande uomo, che aveva un ruolo da svolgere, ma sempre nel massimo rispetto verso tutti. Per questo io, nonostante non sai stato un'annata facile per me, ho massima considerazione e stima per lui. Quali siano i motivi per i quali Walter sia andato via non li so, ma ritengo che tutti devono essere consapevoli di quello che queste due persone hanno dato al Palermo Calcio. Cosa accadde quella stagione? Io non ho mai sbagliato niente forse stavo ancora troppo bene. Ribadisco che nei miei confronti Walter Sabatini si è dimostrato un grande uomo ed ha tutta la mia stima. Per di più vi dico che una squadra che ha un portiere giovane mi ha cercato poco tempo fa. A loro ho detto che non avrei accettato, perché poi non avrei voluto l'etichetta di quello che mette pressione. Se hai fatto trecento partite in Serie A crei pressione a prescindere. La richiesta mi è arrivata a Giugno, da un club di massima serie, nonostante fossi fermo da un anno".

Il ricordo umano e professionale che ha lasciato Alberto “Jimmy Fontana” relativo alla sua militanza in rosanero è davvero splendido. Un affetto totalmente ricambiato da parte dell’ex portiere, che porta ancora nel cuore Palermo e la sua gente. 
"A Palermo ci vengo due volte l'anno con la mia famiglia, quindi per un romagnolo venir via di casa due volte l'anno significa che sei stato molto bene. Ringrazio ancora la gente per la stima e l’affetto che mi ha sempre dimostrato Non dimenticherò mai l’ovazione riservatami quando entrai in campo nel match al ‘Barbera’ contro la Fiorentina, sicuramente quel gesto è la cosa più bella che mi sia mai capitata nel calcio. Un gesto di cui, una volta smesso di giocare comprendi ancor di più l’immenso valore".

Le difficoltà dei rosanero, come delle altre squadre italiane, a reggere il confronto sul doppio versante campionato-Europa League è oggettivamente sotto gli occhi di tutti.
"Le molte energie che vengono spese in Europa alla lunga si accumulano e creano dei problemi. Non tutte le rose sono in grado di sopportare questo carico. L'anno che noi fummo primi in classifica fino a Dicembre, l'energie spese in Europa, è brutto a dirsi, ad un certo punto presentarono il conto. Con gli infortuni ed i fisiologici cali di rendimento sono poche le squadre che hanno una rosa talmente ampia e di livello da poter competere in più manifestazioni. Ci vogliono giocatori abituati a viaggiare frequentemente durante la settimana. Il calcio italiano ti porta via molte energie psicofisiche che non è facile recuperare in soli tre giorni”. A margine dell’intervista rilasciata alla redazione di Mediagol.it Fontana riserva anche un pensiero all’Inter, altra compagine in cui ha militato nella sua lunga e brillante carriera. “Le difficoltà dei nerazzurri sono dovute al fatto che è l'anno dopo i Mondiali. L'Inter ha diversi giocatori che l'anno scorso hanno vinto tutto e sono partiti per il Sudafrica subito dopo la vittoria in Champions senza poter riposare. Per trovare la condizione ci vuole tempo, è facile aver qualche infortunio di troppo. Personalmente ho una grande simpatia verso Benitez, gli infortuni rappresentano il problema più grosso dei nerazzurri, nel corso dell'anno sicuramente una volta recuperata la condizione di alcuni elementi chiave rientreranno in lotta per lo scudetto".

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