Qui Villa Silvia - Nel pomeriggio si è aperta la settimana dei bianconeri al Rognoni con il rientro simultaneo di Succi, Varano, Capelli e Sensi. Infermeria che si svuota, solo Improta e Agliardi rimangono out. Dalla Primavera sono stati aggregati Carroli, Severini, Gabrielli e Ferrari. Presente in campo anche il neo acquisto Leonardo Fontanesi. Drago ha diviso il gruppo in due tronconi: i 14 scesi in campo con la Virtus Entella hanno svolto lavoro defaticante, tutti gli altri seduta a pieni giri più atletica basata sulla resistenza. La partitella finale è terminata 2-1 con le reti di Djuric e Garritano per i rosa, Varano ha siglato per i neri. Perico, Caldara e Lucchini hanno svolto lavoro a parte essendo affaticati, Cascione (ancora squalificato) è stato colpito da un attacco febbrile. Martedì allenamento al Rognoni alle ore 14.00.

Stefano Lucchini è stato ospite a Teleromagna. Le sue dichiarazioni.
"All'inizio abbiamo avuto quell'occasione prima del rigore con Kone, assistito da Djuric. L'azione dopo abbiamo preso il rigore. Eravamo partiti bene, anche con un colpo di testa di Djuric. Avevamo creato qualcosina come a Brescia. Il rigore ci ha destabilizzato e fortunatamente c'è il portiere che è anche bravo. Ci hanno preso un po' campo e con la tranquillità che dice Drago, e siamo riusciti a venirne fuori. Il rigore di Ciano ci ha portato in vantaggio e nel secondo tempo solo al 95' abbiamo rischiato con Alfred bravissimo. Abbiamo così legittimato la vittoria.
Questa gara ci dà entusiasmo e ci attesta per i play-off, obiettivo della società. Siamo brutti ma facciamo punti, e in campo ci divertiamo quando giochiamo bene.
Alla squadra spesso sento dire che manchi carattere. Non è così. Nei momenti di difficoltà la squadra c'è e i giocatori importanti che aiutano i giovani ci sono. Anche chi è stato squalificato, ha lavorato bene. Eravamo vogliosi di fare la prestazione.
Ci sono allenatori che in panchina ti ignorano quando esci, altri invece che ti danno una pacca sulla spalla, sia che giochi bene o male.
Il gol mancato a Salerno credevo entrasse. Quando calcia Ciano così forte, il pallone ha cambiato direzione e ho preso la palla nell'occhio e non in fronte. Se fosse stato di pochi centimetri più in là sarebbe entrato. Sarebbero arrivati due punti in più importanti e magari anche il mister, o forse no, mi avrebbe dato qualche chance in più.
Oltre a Sensi dico Gomis e Caldara come ottimi giocatori. Mattia deve parlare di più per diventare un leader, è un po' schivo.
Djuric è migliorato tantissimo dallo scorso anno. In allenamento dà tutto per essere pronto al 100% per la partita. Ora si sente la fiducia addosso ed al centro del progetto. Quando hai tutte queste componenti tiri fuori qualcosa in più. In passato, a 15 anni, è stato catapultato in prima squadra e ha perso importanti passi da ragazzo. Ora credo abbia ritrovato ciò che ha perso e la Serie B gli sta stretta".

Milan Djuric è stato ospite di Scarpini 5, programma di Radio Studio Delta.
"Sicuramente è un periodo positivo, vorrei ringraziare la squadra e il Mister che mi danno fiducia. Personalmente mi posso definire di esperienza. Do il massimo per confermare questa fiducia.
Sabato Alfred ha fatto una grande parata sul rigore dell'Entella e l'importante era la vittoria. E' stato un crocevia importante quell'episodio, ora pensiamo ad Ascoli.
La mia avventura al Cesena è incominciata tanti anni fa nel settore giovanile. Spero di farne altre 100 e mi ha fatto piacere questa targhetta. La doppia partita con la nazionale mi ha fatto fare quel salto mentale in più che mancava. Purtroppo un infortunio mi ha fatto stare lontano dal campo per 1 mese e mezzo. Ho forzato il rientro con l'Avellino stringendo i tempi.
Obiettivo? Ho giocato 12 partite facendo 4 gol, spero di arrivare in doppia cifra.
Il nostro pubblico è meraviglioso e qualche volta capita che ci siano mugugni dopo una partita. Ho giocato anche in Serie C, ma  in Germania, ad esempio, c'è più rispetto che in Italia.
Come squadre, preferisco il Borussia Dortmund per il tifo e la piazza. Il Bayern Monaco per la tradizione e i risultati.
Le feste le ho passate a Pesaro, abito lì con la mia ragazza e i nonni. Mia figlia ha 2 anni e mezzo adesso. Non siamo tornati in Bosnia per via del freddo e della brutta stagione. Sono andati i miei genitori pochi giorni fa e c'erano -20 gradi.
Il numero di maglia, il 18, è il giorno di nascita di mio fratello. Volevo prendere il nove lo scorso anno ma ce lo aveva Rodriguez.
Il mio gol più bello? E' stato quello con l'Avellino, al volo e di sinistro.
Il coro che preferisco è Romagna Mia. Quando lo canta tutto il pubblico si sente molto forte dal campo. E' l'aspetto tradizionale dei nostri tifosi.
Sonno? Vado a letto sulle 11.30 e mi alzo sulle 8.30. La bambina è da portare a scuola quindi bisogna andare a portarla e prepararla, poi abbiamo anche un cane da accudire. La tensione e l'adrenalina condizionano il sonno prima delle partite e vado a letto un po' più tardi.
Se potessi andare in vacanza con qualcuno direi Succi, Tabanelli o Renzetti. Li conosco da molto tempo e sono molto simpatici.
La piadina è il cibo preferito romagnolo. Mi piace con la salsiccia o con il prosciutto crudo.
Leggo molto. Ho letto le biografie di Djokovic e Keane. Mi piacciono molto queste tipologie di letture in cui i campioni si raccontano e sono cose vere. Mi informo anche sui documentari, come la guerra in Bosnia, l'avevo detto lo scorso anno.
Lo sport nazionale è il calcio, però ci sono anche basket e pallamano. Anche la pallanuoto è importante.
Lo scorso anno io e mio fratello abbiamo donato delle divise complete ad una squadra vicino al nostro paese. Nel nostro piccolo abbiamo contribuito ad aiutarli dopo una alluvione che ha portato via tutto".

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