Qui Villa Silvia - Gli allenamenti in vista di Torino - Cesena, ultima giornata di campionato di Serie A, sono ripresi nel pomeriggio di martedì. Presenti alla seduta tenutasi a Villa Silvia anche Mordini e Venturini direttamente dalla Primavera. Riscaldamento con mobilità degli arti per cominciare, si è passati ad effettuare esercizi di tecnica e di possesso palla, per concludere la consueta partitella. Nuovo allenamento alle ore 15 di mercoledì.
Alla trasferta di domenica non parteciperà Emmanuel Cascione, fermato dal Giudice Sportivo per un turno.

Chiamata in nazionale bosniaca per Milan Djuric. La torre del Cesena è stato convocato per disputare il prossimo incontro contro Israele in programma venerdì 12 giugno a Zenica. E' la seconda convocazione per l'attaccante che aveva raccolto la prima presenza ad inizio 2015.
Anche Luka Krajnc dovrà vestire i colori della propria nazione. Il difensore classe '94 giocherà con la nazionale slovena Under 21 nel torneo internazionale "Memorial Valerij Lobanovskj" in programma a Kiev dall'1 al 4 giugno e l'incontro Slovenia-Andorra, previsto per l'8 giugno.
"Memorial Valeriy Lobanovskyi"
"Memorial Valeriy Lobanovskyi"
"Memorial Valeriy Lobanovskyi"
"Memorial Valeriy Lobanovskyi"


Mattia Graffiedi è stato ospite a Videoregione nel programma tv “Tifo Cesena!”.
“Purtroppo ieri è arrivata l’ennesima sconfitta. Ci si aspettava un’altra partita, l’ho vista in tv. Attendevo una prestazione più brillante e i tifosi anche una vittoria, tra due squadre che non avevano più nulla da dire. Sembrava più uno spareggio salvezza. Il Cesena ha rincorso per tutto il campionato le avversarie perché ha avuto molte difficoltà. E’ dura arrivare alla fine senza energie e con qualcosa in meno sulla carta rispetto alle concorrenti.
Di Carlo ha fatto giocare Defrel come punta che ultimamente ha fatto bene in quel ruolo. Dalmonte è molto interessante, l’ho seguito anche in Primavera, e sono felice che anche abbia giocato dal primo minuto. La sua prestazione è stata buona e spero di vedere in futuro altri giovani.
Le ultime giornate non fanno meno testo però il lavoro di Di Carlo non perde di valore. In dirigenza dovranno fare le valutazioni del caso e vedere chi tenere dei giocatori di questa stagione per la Serie B. Con lui la squadra ha giocato e ha dimostrato di essere viva. Col Chievo è stata la partita decisiva. Devo dire la verità che ci credevo alla salvezza dopo le belle prestazioni con le grandi, ma il Cesena non poteva vincerle tutte ed è rimasto invischiato dietro.
Defrel? Quando giocavo con lui si vedeva che aveva grandi margini di miglioramento. Ha cambiato diversi ruoli ma credo che la seconda punta sia il suo ruolo. Non credo sia pronto per una grande perché ha fatto bene un solo anno di Serie A. Io se fossi in lui andrei in una medio-bassa squadra per poter giocare con continuità e mettermi in mostra.
Tabanelli è stato fuori diversi mesi per un infortunio. E’ rientrato e avana bisogno di fiducia e condizione, purtroppo invece sono arrivati i fischi col Cagliari. Credo siano stati ingiusti. Non si può pretendere che lui potesse risolvere la gara.
Inzaghi? Da tifoso milanista non mi è piaciuta per nulla la sua stagione. E’ vero che il Milan aveva una squadra non da Scudetto e da Champions ma in Europa poteva andare. Mi ha stupito che un grande attaccante come lui abbia mal sfruttato le punte a disposizione, ad esempio Torres è dovuto andare via e Destre è stato messo ai margini”.

Dario Hubner sabato scorso ha presenziato durante un evento organizzato dall'organizzazione di tifosi "Cesena per Sempre".
"La prima categoria è stata la base di partenza e ci ho giocato fino a 20 anni. Ho semprea avuto la voglia di migliorarmi. Mi divertivo ma lavoravo: ero forte fisicamente ma poco tecnicamente. A livello calcistico avevo 10 anni in meno della mi età e miglioravo. Non pensavo mai di arrivare a fare una carriera del genere. Poi tramite un osservatore mi ha portato in C2 in ritiro, ma l'ho fatto per provare.
Per me Cesena è stata la prima esperienza è stata la prima squadra dove giocare a calcio. Era un campionato difficile ma qui c'era organizzazione. Ho provato per la prima volta il calcio vero e c'erano anche compagni forti. La società era stupenda.
Edmeo Lugaresi? Non era un presidente ma un papà. Quando veniva a Villa Silvia si parlava di tutto ma non di calcio. Sono stato a colloquio con lui 20 volte in 5 anni. Mi ricordo una volta che Bolchi portò i pasticcini e lo champagne nello spogliatoio per festeggiare a sei giornate dal termine la salvezza. Edmeo si arrabbiò molto in dialetto perchè voleva andare in Serie A. E' stato un momento divertente.
Il gruppo di ragazzi con cui ero era il miglior ricordo. Oggi non credo ci sia più. Erano gli anni 1992-1995. Si stava bene insieme, dal ritiro allo spogliatoio. Si stava bene insieme.
Al Cesena mi hanno apprezzato per i gol, ma sono stato fortunato perchè di solito ricordano gli attaccanti che fanno gol. Son diventato così perchè mi allenavo a Villa Silvia e giocavo per divertirmi. La tifoseria faceva lavorare benissimo il gruppo, non come a Brescia che se perdi ti ritrovi 50 persone arrabbiate.
Il calore dei tifosi ci sarà anche il prossimo anno e la squadra farà bene. Qui la gente è intelligente e sà come tifare. Ho visto la partita con l'Atalanta e non c'è stata contestazione. Le possibilità per tornare in Serie A immediatamente ci sono.
Lo spareggio di Padova? Il clima era tranquillo anche se la posta era altissima. Ci siamo impegnati come una settimana normale. Siamo andati in vantaggio poi abbiamo preso gol. In novanta minuti magari non vince la più forte. Ho dato il massimo ma non è bastato. Non ho rimpianti perchè sono arrivato dove volevo.
L'anno della retrocessione? Furono tante le cause. Io stetti fermo per una tonsillite, Bianchi invece si era fatto male per due mesi. Poi c'era Fiori che aveva fatto qualche intervento non perfetto. Se andavamo sotto poi non ce la facevamo a recuperare. Sono annate difficili e senza vincere la classifica non cambiava. Tra di noi parlavamo e ne eravamo consapevoli. Ci si poteva impegnare fino al massimo ma il calcio è così, altrimenti lo scudetto lo vincerebbero tutti. Non è stata colpa solo della sfortuna, gli errori li abbiamo commessi. Ci sono 38 partite in Serie B e se retrocedi è per demerito proprio e non si ha dimostrato di essere più bravo degli altri.
Io sono legato a tutte le società in cui ho giocato: Cesena, Piacenza, Brescia, Fano, Mantova. L'unica piazza è forse Ancona perchè sono stati 6 mesi terribili.
Io fumavo e magari bevevo un grappino alla sera prima di andare a letto ma andavo a letto alle 11 e mezzanotte e mi allenavo sempre. Poi c'erano altri che andavano in discoteca e facevano mattina. Andavo in bagno a fumare o a Brescia c'era uno stanzino nel magazzino. In ritiro lo fanno tutti, ma non lo dicono".

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