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mercoledì 4 febbraio 2015

Analisi della lotta salvezza

Qui Villa Silvia - Doppia seduta del mercoledì al Rognoni. Al mattino il gruppo è stato diviso in due tronconi e si è alternato tra esercizi in palestra e lavoro tattico sul campo. In maniera particolare sono stati provati schemi difensivi. Dopo pranzo alla Cerina, gli uomini di Di Carlo hanno visionato le azioni salienti di Cesena - Lazio per poi riversarsi in campo. Ancora sono stati provati i movimenti offensivi e difensivi, per poi chiudere con una partitella. Defrel ha lavorato a parte, mentre Cascione è rimasto a casa a causa di un attacco influenzale. Entrambi saranno valutati nelle prossime ore in vista dello scontro diretto con l'Empoli di domenica al Castellani.
Giovedì alle 14.00 Luigi Giorgi parlerà in conferenza stampa, a seguire seduta unica a porte aperte.

La Gazzetta dello Sport - Il Chievo in caduta, l'Empoli è bello ma povero
Due vittorie consecutive in Serie A - scrive La Gazzetta dello Sport - non sono un evento da tramandare ai posteri per il Cesena, ma in questo campionato, nel quale finora il club romagnolo ha ottenuto soltanto tre successi, diventano un tesoretto sul quale investire per puntare alla salvezza. I sei punti raccolti contro Parma e Lazio restringono a -4 il divario dal quartultimo posto, così il Cesena è tornato in corsa per rimanere in massima serie. «Con il lavoro e più fiducia nei nostri mezzi stiamo diventando una squadra diversa da quella che eravamo prima di Natale, quando sono subentrato - dice l’allenatore Mimmo Di Carlo -. All’inizio della mia gestione c’erano diverse situazioni da mettere a posto e il calendario, con Fiorentina e Napoli da affrontare, non ci ha aiutato. Le partite contro Sassuolo, Torino e Cagliari, anche se non positive, hanno mostrato progressi e segnali importanti. Abbiamo cambiato sistema di gioco, ora più offensivo con due punte e un trequartista in pianta stabile, e stiamo raccogliendo i frutti di una semina lunga ma necessaria per dare una svolta alla stagione».

Quando si è insediato ha evocato la rimonta che compì 6 anni fa col Chievo nelle stesse condizioni del Cesena attuale. Ci sono analogie fra le due esperienze ?

«Anche allora subentrai prima della sosta, il Chievo aveva pochi punti e molti lo davano già per spacciato. Oggi come ieri posso contare su due fattori importanti: una dirigenza seria e competente e una tifoseria sempre vicina alla squadra. Col vantaggio, qui a Cesena, che lo stadio Manuzzi col calore dei suoi 12.000 abbonati può fare la differenza e trasformarsi in un’arma in più nella lotta per difendere la categoria. E’ l’ambiente ideale per lavorare».

Lei ha chiesto di cambiare anche atteggiamento. La squadra non attaccava abbastanza?
«Non vorrei che si equivocasse. Questo Cesena i suoi gol li ha sempre fatti anche nella precedente gestione tecnica. Da parte mia ho spinto sul fatto che dobbiamo giocare di più la palla portando molti giocatori in fase offensiva e di non limitare la fase di possesso solo ai lanci lunghi per gli attaccanti. Ho chiesto alla squadra di avere coraggio e, al tempo stesso, di essere più propositiva. E anche nelle coperture, insisto sul passare la palla in avanti anziché indietro. C’è voluto del tempo ma la squadra ha recepito i miei messaggi»

Intanto avete abbandonato l’idea del top player dopo la risoluzione con Hugo Almeida, finito in Russia. Gli equivoci sono risolti?

«Almeida per noi era un lusso. Nulla da dire sulla professionalità dell’attaccante portoghese, ma veniva da una lunga inattività e per sbloccarsi aveva bisogno di segnare un gol che non arrivava mai. Alla fine abbiamo deciso che non potevamo più aspettarlo».

Adesso il vostro leader è il francese Defrel, capocannoniere della squadra con 5 gol al suo primo anno in A. Come lo inquadra in questo Cesena?
«Gregoire tecnicamente è un giocatore in grande ascesa che ancora non si è reso conto delle sue potenzialità. Come attaccante ha la velocità di Cuadrado e la tecnica di Robben. Tatticamente invece può coprire almeno due ruoli in attacco e sa fare il rifinitore».

Ha una ricetta per la salvezza?
«Dopo queste due vittorie ce ne occorrono altre 5-6. Gli scontri diretti in casa sono da vincere ma la nostra stagione si deciderà nei prossimi due mesi. Perciò dobbiamo resettare ogni partita e concentrarci su quella successiva che per noi è la trasferta di Empoli. Poi avremo Juve e Milan. Ma per il Cesena già l’Empoli vale la Juventus. Dobbiamo giocare bene in undici e crederci fino in fondo».

Il top e il flop di questo campionato?
«Il top è il successo di Parma, una sfida da dentro o fuori. Quella scossa ci ha dato la convinzione di battere la Lazio. Il flop invece è il k.o. interno col Torino: avevamo rimediato al doppio svantaggio con una grande ripresa e nel finale, col 2-2 ormai acquisito, ci siamo fatti sorprendere a difesa schierata dalla rete di Maxi Lopez. Eravamo in 7 nella nostra area contro tre torinisti che ci hanno castigato»

Ha un messaggio per il club, la squadra e i tifosi adesso?
«Chiedo a tutti continuare a sognare cavalcando l’onda della promozione, senza temere la pressione. I miei giocatori non devono avere paura di andare in campo».

Di Carlo ha un sogno anche lei?
«L’ho realizzato con la chiamata del Cesena. Tutte le volte che sono venuto al Manuzzi da avversario, respirando la grande passione per il calcio che trasmette la gente romagnola, ho sempre pensato che questo fosse il posto giusto per me»

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