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mercoledì 22 ottobre 2014

Bressan: "Sorpreso dal gruppo"

Corriere Romagna - Un sospiro di sollievo per Cazzola
La Voce - Cesena, bastano anche meno di 40 punti
Qui Villa Silvia - Riaprono i cancelli del Centro Sportivo Rognoni in vista della super sfida con l'Inter di Walter Mazzarri domenica sera alle 18.00. Dopo il consueto riscaldamento a base di corsa ed esercizi a metà campo, Pierpaolo Bisoli ha fatto svolgere a De Feudis e compagni esercizi di possesso palla con diversi tocchi per chiudere con una partitella finale a ranghi misti. Cascione ha svolto lavoro differenziato, mentre Brienza solo scarico, uscito affaticato dal Barbera. Invece Defrel si è chiuso in palestra per recuperare da una lombalgia. Hanno proseguito le terapie del caso Cazzola (lunedì la risonanza magnetica a cui si è sottoposto ha messo in luce una infiammazione del ginocchio sinistro), Pulzetti (previsto il recupero a novembre) e Tabanelli che salteranno ancora il rientro. Rientra dalla squalifica Lucchini, mentre Coppola andrà dietro la lavagna. Ci sarà ancora da aspettare per Carbonero, come detto da Foschi nelle ultime ore è ancora in fase di ambientamento. Non è proprio chiara questa fase se si riferisca all'impegno o alla condizione fisica.
Per mercoledì è prevista una doppia seduta al Rognoni alle 10.30 e alle 15.00, mentre alle 14.00 Nicola Leali sarà a disposizione dei giornalisti per la conferenza stampa settimanale.

Nulla di fatto al TAS di Losanna. Il Cesena si è visto respingere la formula di rateizzazione proposta al Tokyo FC per il pagamento del cartellino di Yuto Nagatomo. In sintesi: Igor Campedelli al momento dell'acquisto non ha mai saldato l'operazione ma poi vendette dopo appena 6 mesi il difensore all'Inter per 12 milioni. Ora la decisione spetterà alla Commissione Disciplinare ma ed è molto probabile che il milione e 600 mila euro che ballano debbano essere versati in una unica tranche.

Il portiere Walter Bressan è stato ospite nel programma radiofonico "Scarpini" di Radio Studio Delta.
"Fare il portiere è un ruolo che non si può scegliere. Ho cominciato ad andare in porta perchè mi sporcavo. Andando avanti un po' di fortune sono capitate e le ho trasformate in lavoro, anche se rimane un gioco. Certamente c'è anche la passione ed è una fortuna riuscire ad essere tra i professionisti visto che in pochi ci arrivano. A 14-15 anni è sbagliato lasciare la scuola. Quando ero all'Atalanta era fondamentale andare bene anche sui libri perchè altrimenti non potevi giocare.
Il mio futuro? Fare l'allenatore dei portieri è un ruolo molto bello ma delicato. Il portiere ha delle caratteristiche personali e non penso sia facile gestire 3-4 elementi diversi. Oggi non ho questa idea, preferirei allenare una squadra perchè avendo fatto questo ruolo mi levo qualcosa anzichè poter dare agli altri.
Conoscevo qualcuno in squadra come Capelli, Agliardi, Antonioli e sono venuto a Cesena. La città è molto a grandezza d'uomo. Piccola, ma gredevole e piacevole. In Romagna c'è sempre gente solare, anche per la cadenza linguistica, a me fa molto ridere. L'offerta che è arrivata era irrinunciabile, ho fatto 12 anni in B, fare la Serie A era un traguardo importante al di là del mio ruolo. Stare in panchina è una bella cosa, vivo la partita dopo la settimana di lavoro e cerco di trasmettere quello che posso ai compagni.
Capelli e Giorgi sono i dj della squadra, anche Magnusson ha dei bei pezzi.
Ho legato molto con Leali e Agliardi e pure Antonioli perchè siamo sempre insieme. Sono sorpreso dal gruppo, mi sembra di essere qui da tantissimo tempo, ci sono ragazzi interessanti che mi stanno dando tanto e vorrei fare lo stesso, come ai giovani. Abbiamo tutte le possibilità per arrivare alla salvezza che è il nostro obiettivo.
Guardo molto il calcio, però anche il cinema e le serie tv. In famiglia non è sempre semplice con il bimbo piccolo.
Un ricordo? Quando ero nell'Italia dell'Under 18, eravamo nel girone con Repubblica Ceca e Andorra. Vincemmo 11 a 0 contro l'Andorra, non erano professionisti. Me lo ricorderò a vita perchè poi la Repubblica Ceca vinse 10 a 0 e passammo noi il turno.
L'amicizia vale molto al giorno d'oggi e si vede sempre meno, ma io credo sia importantissima. Ti fa star bene quando le cose non funzionano. Nel calcio ho trovato tantissimi amici che possono fidarsi di me e io di loro, è chiaro che queste amicizie non posso metterle in paragone con i miei amici stretti che derivano da molto lontano".

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