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mercoledì 22 ottobre 2014

Atletico Madrid - Vicente Calderón

Per leggere i tour agli altri stadi europei da noi visitati visita la sezione I VIAGGI DI MARCO POLO!

Caratteristiche principali
Nome: Estadio Vicente Calderón
Inaugurazione: 2 ottobre 1966 (come Estadio Manzanares); 14 luglio 1971 cambio nella denominazione attuale
Ristrutturazioni: 1972, 1980
Capacità (posti a sedere): 54907
Nazione: Spagna
Squadra di casa: Club Atlético di Madrid

Come raggiungere lo stadio (la mappa):


Il tour al Vicente Calderón
La visita allo stadio avviene la sera di San Valentino del 2013, in quel giovedì sera la formazione locale affronta il Rubin Kazan nell'andata dei sedicesimi di finale di Europa League. Per il sottoscritto si tratta della prima partita da spettatore all'estero e, allo stesso tempo, di una competizione internazionale. Il viaggio verso l'impianto avviene in metropolitana assieme alla tifoseria locale. Ragazzi, bambini, anziani, senza distinzione di sesso, tutti assieme per raggiungere il tempio dell'Atlético. Come noto, la squadra più seguita in città è il Real. All'interno dei vagoni vi saranno sicuramente tantissimi tifosi dei Blancos "in borghese" ma non creano alcun problema. In terra ispanica si è soliti arrivare allo stadio soltanto a pochi minuti dall'inizio della partita. L'incontro in questione profuma d'Europa, i Colchoneros sono campioni in in carica e sono certi di riconquistare nuovamente il trofeo: previsione sbagliata, gli uomini di Simeone perderanno malamente 0-2 e nel match di ritorno in Russia non riusciranno a ribaltare il risultato a loro favore. Acquistati i biglietti in prevendita nei giorni precedenti, posso godermi con calma il clima partita: non ci sono tantissimi tifosi nei pressi dello stadio, si gioca ad un orario in cui lo spagnolo medio è ancora al lavoro. A 30 minuti dal fischio d'inizio accedo dirigendomi verso la parte superiore dei Lateral, quello che noi chiameremmo Distinti. Con sorpresa e gioia non subisco controlli di prefiltraggio, mi chiedono soltanto cosa ho in tasca e vado avanti. Una volta saliti i gradoni prendo posto sulla linea di centrocampo per godere di una visione migliore e ne approfitto per scambiare qualche parola con i tifosi biancorossi, un buon modo per allenare il mio spagnolo. Mentre le due squadre si preparano a darsi battaglia, butto un occhio per notare qualche particolare qua e là. Il Calderón è poco curato e più sporco ma la cosa non mi turba, in Italia ho visto stadi tenuti con minor cura. Manca inoltre la copertura, fatta ovviamente eccezione per la tribuna posta di fronte a me sulle rive del fiume Manzanarre. Il settore ospiti è posizionato alla mia destra nel Fondo Norte, ovvero la Curva Nord, mentre i gruppi più caldi dell'Atletico sono invece alla mia sinistra nel settore inferiore Fondo Sur. Lo spettacolo in campo non è dei migliori, il Rubin Kazan la porta a casa grazie a tanto catenaccio, una buona dose di fortuna e ad una gaffe a 90' inoltrato del portiere di casa Asenjo. Finisce il match, attendo che lo stadio si svuoti, faccio le ultime foto e faccio un rapido giro nella parte inferiore del mio settore, avvicinandomi il più possibile a bordo campo. Non male il Calderón per essere il secondo stadio della città!

La nostra opinione
Il Calderón è facilmente raggiungibile con la metropolitana. Le fermate più vicine sono raggiungibili con la linea 5 (verde): Piramides è quella utilizzata abitualmente dai tifosi dell'Atlético, Puerta de Toledo è leggermente più distante ed è consigliata ai supporter delle squadre ospiti. In entrambi i casi basta uscire dalla metro e in pochi minuti a piedi sarete al Vicente Calderón. Sconsigliato l'uso dell'autobus, quasi meglio prendre un taxi (prezzi modici rispetto ai nostri).
Altra nota positiva, lo stadio ha tanti posti a sedere, un peccato non averlo visto bello pieno. Anche in Spagna ci sono i tifosi da "evento.
Premessa: sono solito frequentare le curve e non i distinti ma ho avuto la possibilità di osservare alcune similitudini tra le tifoserie italiane e spagnole. Gli "idoli" di casa vengono perdonati se non si esprimono al meglio o sbagliano qualche pallone di troppo. Al contrario, un giocatore poco gradito o molto giovane viene riempito di critiche ad ogni passo in campo. Accanto a me c'era un tifoso sulla cinquatina che mi ha impressionato e mi ha divertito: mai una parola verso i vicini di posto, un sorso da una fiaschetta fatta in pelle... e ogni due minuti partiva il classico coro della squadra biancorossa "Ahora, ahora, ahora Atleti, ahora!". Se provate simpatia per le squadre meno importanti delle grandi città (Torino, Everton, Monaco 1860...) questo è il posto che fa per voi!

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