Corriere Romagna - Bisoli vara un Cesena d'assalto
Corriere Romagna - La lezione di Prandelli
La Voce - Capoliste ko il Cesena sa giò come si fa
La Voce - Prandelli: "Il Cesena e Bisoli lavorano bene con i giovani"
La Voce - Prandelli: "Prima l'uomo e poi lo sportivo"
Qui Villa Silvia - Ieri Pierpaolo Bisoli ha visto rientrare in gruppo Rodriguez e D'Alessandro. Lavoro a parte per Ingegneri, Coppola (tornerà lunedì dopo l'operazione al menisco) e Campagnolo riempiono il posto in infermeria. Riscaldamento, possesso palla e pressing, partitella a campo ridotto nel finale. In vista dell'incontro di domani contro il Palermo è stato testato un modulo abbastanza offensivo, un 3-4-1-2 con Belingheri trequartista, ruolo congeniale all'ex Livorno che l'anno passato giocò divinamente in quel ruolo riportando la squadra di Spinelli in A. Ok Coser in porta, nel terzetto difensivo giocheranno Volta, Capelli e Camporese lasciando così Krajnc in panca; Renzetti e D'Alessandro rispettivamente in fascia destra e sinistra con Cascione e Gagliardini che si divideranno i compiti in mediana, il già citato Belingheri agirà dietro le due punte: ampio ballottaggio, dovrebbero partire dal primo minuto Defrel e Marilungo. Rifinitura oggi alle 14.30 al Manuzzi.

Nel tardo pomeriggio di ieri è andato in scena un interessante incontro presso il Technogym Village, "capitale" del wellness situata a pochi chilometri da Cesena. "Dal settore giovanile al sogno azzurro: un viaggio nel calcio", questo il tema dell'incontro che ha visto partecipare ospiti d'eccezione, in primis Cesare Prandelli, ct della Nazionale. Presenti, tra i tanti, anche Pierpaolo Bisoli e il suo staff, Luigi Piangerelli e Lorenzo Lelli (rispettivamente ds e presidente delle giovanili del Cesena), Rino Foschi (collega/amico del tecnico dai tempi dell'Hellas Verona), Giorgio Lugaresi, il presidente della Lega B Andrea Abodi, il sindaco di Cesena Paolo Lucchi ed il presidente della provincia Massimo Bulbi. A fare gli onori di casa è stato il patron Nerio Alessandri mentre Gianluca Di Marzio ha svolto il ruolo di moderatore. Il più richiesto è stato ovviamente Prandelli e tante sono state le domande rivolte all'ex centrocampista di Atalanta e Juventus: dal codice etico a Giaccherini, da Balotelli a Osvaldo, dai vivai dei club ai genitori dei baby calciatori, il tutto in un clima gioviale ed accogliente. Non è mancato un plauso al lavoro compiuto da Bisoli e dalla dirigenza bianconera in tema di giovanili e sfruttamento di questa importante risorsa.
La Gazzetta dello Sport - Perchè il suo ricordo è così vivo
Calcio e ciclismo, due sport che accendono i cuori degli sportivi italiani e romagnoli. Dal cavalluccio marino stampato su una casacca bianconera al pirata disegnato sulla bandana di un ragazzo di Cesenatico. Esattamente dieci anni fa moriva Marco Pantani, era un sabato sera. La bici regalata da nonno Sotero e l'accoppiata Giro - Tour. Dal Barbotto al colle del Galibier. Le prime vittorie da dilettante, le imprese del '94 al Giro, gli incidenti, il ritorno in strada. I tanti trionfi, gli interminabili festeggiamenti. Un figlio della Romagna che diventa re del mondo, due ruote e un telaio come trono. E poi il 1999, lo stop a Madonna di Campiglio prima dell'ultima puntata di un Giro dominato. Tasso di ematocrito fuori norma. Quella che avrebbe dovuto essere una replica dell'anno precedente si trasforma nell'inizio di un calvario. Ma Pantani torna, non è più una stella ma torna. Aiuta Garzelli a vincere il Giro 2000 e al Tour si scontra alla pari con Lance Armstrong. La cocaina, l'eroina e tutte le altre merde sono una brutta bestia da affrontare, altroché Gran Premi della Montagna interminabili e distacchi da recuperare. Le amicizie sembrano aumentare ma in realtà si moltiplicano gli sciacalli. E' morto solo, vicino al paese natale e allo stesso tempo lontano dagli occhi dei suoi veri tifosi e delle poche persone che gli volevano davvero bene. Quando partiva in fuga per staccarsi dall'Indurain o dal Tonkov di turno non era solo. C'era la gente ai bordi delle strade che si spostava al suo passaggio, c'erano milioni di persone che urlavano "Forza Marco!" davanti allo schermo. C'erano bambini che uscivano di casa, prendevano la Graziella della nonna e scattavano sul viale dietro casa. Alzavano le braccia al cielo, come faceva il Pirata ad ogni arrivo vincente. Ciao Marco, sempre qui.

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