Qui Villa Silvia - Come annunciato ieri saranno due i giorni di riposo, oggi è il secondo. Domani ripresa degli allenamenti alle ore 15.00 al Centro Sportivo di Villa Silvia. Arrigoni in settimana farà anche delle doppie sedute per tentare di rinforzare e rinvigorire la squadra.
Squadra decimata dagli infortuni, l'infermeria è piena ma potrebbe svuotarsi. I rientri sono quindi di Ghezzal e Malonga: per il primo il fastidio all’inguine che la costretto ad uscire dopo una decina di minuti contro il Lecce non sembra nulla di grave. L'algerino invece è partito ieri per il ritiro con la sua nazionale che sfiderà in amichevole Tunisia e Camerun ed è stato preso in cura dallo staff medico. L’impressione è che per Bologna non sia in dubbio il suo recupero. Malonga invece si è sottoposto ieri ad un’ecografia (si era bloccato per un fastidio alla coscia destra nell’allenamento di venerdì) che ha escluso lesioni muscolari: significa che nel giro di qualche giorno dovrebbe rientrare nel gruppo ed è molto probabile che al Dall’Ara possa essere disponibil Come lui anche l’uruguaiano Martinez. L’emergenza invece potrebbe continuare a centrocampo dove Colucci continua ad allenarsi a parte per recuperare completamente dopo l’operazione al menisco alla quale si è sottoposto venti giorni fa. Per lui però ancora qualche seduta differenziata e senza contrasti prima di rientrare in gruppo. Al momento la sua presenza col Bologna è fortemente in dubbio. Stesso discorso per Martinho che nei prossimi giorni si sottoporrà ad ulteriori accertamenti al rachide cervicale. Solo Guana, al ritorno dalla squalifica, sarà il pilastro a centrocampo. Arrigoni non avrà poi a disposizione fino a mercoledì prossimo i nazionali Bogdani, Von Bergen e Ghezzal oltre ai giovani Livaja e Tibor Cica.
Intanto il giudice sportivo ieri ha multato il Cesena Calcio di 10mila € per cori razzisti nei confronti di Quadrado e Muriel, dopo il gol del primo e la loro esultanza col ballettino burlesque sotto la Curva Mare. A mio avviso il giudice potrebbe averli confusi per quei due o tre che in Curva son stati inseguiti da 200 ultra per il diverbio con un tifoso bianconero.

Nel settore giovanile, per la selezione Under 15 della nazionale, Giorgio Rocca ha chimato al Centro Sportivo della Borghessiana a Roma per il 10 novembre Andrea Canini e Nicola Dalmonte, tutti e due dell'annata 97.

Ieri a Bianco e Nero d'Autore di Teleromagna ha parlato l'ex portiere bianconero Alberto Fontana.
"Bisogna scordare le prestazioni di Siena e Parma, la mentalità che ho visto contro il Lecce è stata migliore, ma Arrigoni c'è da poco tempo e ancora i giocatori devono imparare il suo atteggiamento. Ci sono state le occasioni, è vero, un pizzico di fortuna in più non guasterebbe. Serve ripartire sui punti di certezza, come in difesa Antonioli, Von Bergen e Ceccarelli. Sono giocatori indispensabili per questo Cesena. Infortuni? Non so il motivo, bisognerebbe essere dentro al gruppo per capire le abitudini. Con la sosta i giocatori potranno liberare la mente e condivido la scelta di Arrigoni di lasciare lunedì e martedì liberi, così i ragazzi potranno svagarsi a casa con le famiglie."

Notizie calciomercato. Ieri nella trasmissione tv locale Bianco e Nero d'Autore, Valentini ha spiegato come Luis Antonio Jimenez non possa tornare a Cesena. Il suo ingaggio è troppo alto e soprattutto la società ha giù in squadra ha due extracomunitari, Bogdani e Rodriguez. Il suo arrivo sarebbe solo in prestito se un'altra squadra lo prendesse a titolo definitivo. L'ultima ipotresi sarebbe di averlo per due mesi, in concomitanza con la fine del campionato arabo.
Discorso un po' diverso per Filippo Inzaghi. Le voci sono poche e trapelano a malapena. Un suo possibile arrivo potrebbe essere con la cessione di Mutu al Milan, per sostuire l'infortunio di Cassano.
Il giovane centrocampista Fabio Menuri (Foggia) è seguito con interesse dalla dirigenza bianconera. Già in un paio di match è stato visionato.

La torta dei ricavi tv di Serie A (Gazzetta dello sport).
Dopo mesi di litigate e cazzotti (veri), di ricorsi e richieste di risarcimento danni, al quarto piano di via Rosellini è sventolata la bandiera della pace. Avete presente i bacini d’utenza, quella scheggia impazzita presente nella Legge Melandri sui diritti tv che ha spaccato la Lega di Serie A, una volta separatasi dalla B? Roba mica da ridere: una diatriba da 200 milioni di euro—tanto vale annualmente la fetta di torta dei ricavi televisivi da suddividere in base al tifo. Ieri l’assemblea ha deciso di chiudere i conti con il passato (stagione 2010-11) e il presente (2011-12) deliberando la ripartizione di quei soldi sulla base di un compromesso raggiunto a fatica. È diventato definitivo il criterio (il cosiddetto lodo Galliani-Campoccia) adottato a luglio, in via temporanea, per la fatturazione delle rate già scadute. Cosa significa? Rispetto alla delibera rivoluzionaria del 15 aprile, votata a maggioranza dalle 15 medio-piccole e portata in tribunale dalle grandi (Inter, Juve, Milan, Napoli e Roma), è stato concesso qualcosa in più a quelle società che, col ritorno alla vendita centralizzata dei diritti tv, erano già state penalizzate. Cioè i club col maggiore fatturato della A. Adesso la Juventus si riprende, rispetto a quanto temuto, circa 4 milioni di euro, l’Inter 2,5 e il Milan 2. Ciò è stato possibile correggendo la definizione dei bacini d’utenza: oltre ai tifosi puri, continuano a essere contemplati i simpatizzanti di una seconda squadra ma si riduce della metà (dal 33% al 16%) l’incidenza degli ascolti tv, ossia di quel valore che appiattisce le differenze tra i club a dispetto della reale geografia del tifo. Se Juve, Inter e Milan hanno accettato rinunciando ai ricorsi, si sono invece opposte Napoli e Roma, che hanno impugnato la delibera (i giallorossi solo per la stagione 2010-11). La prima guadagna sì qualcosina ma non abbastanza per rinunciare alla sua vecchia rivendicazione: «I bacini d’utenza vanno calcolati contando chi ha una squadra del cuore, e basta». La seconda resta prigioniera di un equivoco che si trascina dall’era Sensi. L’ex presidentessa giallorossa si era opposta alla delibera del 15 aprile, nonostante fosse vantaggiosa rispetto alla definizione «minimale» dei bacini d’utenza, quella reclamata dalle big. DiBenedetto—bilanci alla mano — aveva già fatto dietrofront: stare con le medio-piccole era più conveniente. La differenza, comunque, è di appena mezzo milione di euro. Contrari pure il Cagliari e, parzialmente, il Palermo. Zamparini, al pari della Roma, era d’accordo a confermare il compromesso grandi-piccole per l’attuale stagione, a patto che prima venissero definite le nuove percentuali di ripartizione, relative al triennio 2012-15, accentuando la componente «meritocratica». Non è stato così. Chissà quante altre riunioni serviranno per decidere come spartirsi i futuri denari della tv...

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