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martedì 7 giugno 2011

News Ac Cesena 07-06-2011

Notizie calciomercato. E' avvenuto nella giornata di ieri il vertice tra Inter e Cesena per Nagatomo: tutti i dettagli sono stati definiti, entro 10 giorni avverrà il passaggio definitivo del giapponese ai nerazzurri. L'accordo economico è tra i 6 e 9 milioni di euro, cifra destinata a scendere se la squadra lombarda deciderà di mandare in prestito in Romagna uno tra Biraghi e Livaja.
Jimenez molto probabilmente non farà ritorno a Cesena: il diritto di riscatto che appartiene a Campedelli è di 7 milioni di euro. Il suo entourage sta lavorando per svincolarlo dalla Ternana (appena retrocessa in Seconda Divisione) e sta valutando le varie opzioni all'estero: si va dalle spagnole Villareal e Malaga alle tedesche Wolfsburg e Bayer Leverkusen, passando per i portoghesi dello Sporting Lisbona.
Sono continue le voci che parlano di un acquisto proveniente da Parma, i giocatori coinvolti sono Bojinov, Volta e Paci (già allenato da Giampaolo ai tempi di Ascoli); in rallentamento i possibili arrivi di Guberti e del santarcangiolese Pozzi. Nel caso Jimenez non dovesse tornare in Romagna il nuovo tecnico potrebbe affidarsi ad un suo pupillo, Pasquale Foggia, utilissimo nel 4-4-2.
Anche il Napoli sta pensando di acquistare dai bianconeri Marco Parolo in vista della prossima stagione che vedrà la squadra di Mazzarri disputare la Champions League.

Sui quotidiani sportivi odierni e in qualche trasmissione televesiva è circolata la notizia riguardante un possibile approdo di Giampaolo alla Roma. Tutto smentito dallo stesso allenatore nella mattinata di oggi con un comunicato pubblicato sul sito ufficiale del Cesena Calcio: "Io sono un uomo di parola e, dunque, dopo aver stretto la mano al presidente Igor Campedelli, mi sento a tutti gli effetti il nuovo allenatore del Cesena Calcio. Per quanto riguarda, i presunti "contatti" con la Roma riportati oggi con grande clamore dalla stampa, la chiacchierata intercorsa con alcuni rappresentanti del club giallorosso non riguardava, in nessun modo, questioni riconducibili alla posizione dell'allenatore. Detto questo, vi aspetto domani pomeriggio al Manuzzi per la mia prima conferenza stampa in bianconero".

Ai microfoni di TuttoMercatoWeb, Emanuele Giaccherini parla delle voci di mercato che lo riguardano e si pronuncia su alcuni temi che riguardano la squadra romagnola.
Giaccherini, è un uomo mercato.
"So di essere al centro delle voci, ma fin adesso non c'è stato niente di concreto. Penso alla mia vacanza e a divertirmi. Ho ancora un anno di contratto con il Cesena e prima devo parlare con la società per vedere quali sono i nostri piani. La prossima settimana devo sposarmi, quindi del futuro ne parlerò da metà giugno in poi".

Giorni fa è stato accostato alla Juventus.
"Sono rimasto molto sorpreso perché essere accostato ad una squadra come la Juventus è il sogno di ogni calciatore. Mi ha fatto tanto piacere e sono contentissimo di essere stato avvicinato ai bianconeri. Ma da qui ad andare alla Juventus ce ne passa..."

Si sente pronto per una grande?
"Non mi pongo limiti. Non avevo mai fatto la serie A e ho disputato una grande stagione al mio primo anno. Dalla stagione che ho fatto penso di aver dimostrato che posso stare in serie A. Potrei andare in una grande squadra".

Ci pensa alla Nazionale?
"Sicuramente l'anno prossimo ci penserò. Se mi riconfermerò ad alti livelli, chissà, magari potrei anche coronare questo sogno".

Come lei ha fatto molto bene anche Marco Parolo. E potrebbe andare via.
"Si, Marco ha fatto un grandissimo campionato e tante squadre sono sulle sue tracce. Penso che avrà molte richieste. È un calciatore che merita grandi palcoscenici".

Il suo ex allenatore, Bisoli, è andato al Bologna. Lo seguirebbe?
"(sorride, ndr). Al mister devo tutto perché ha cambiato la mia carriera. Però andare a Bologna significherebbe tradire il mio pubblico e la gente che mi ha sempre amato. Sarebbe dura andare a Bologna, anzi non ci andrei...".

Il Cesena cambia mister: da Ficcadenti a Giampaolo. Si mormorava che non corresse buon sangue tra lei e il suo precedente allenatore.
"Con Ficcadenti ho avuto un buonissimo rapporto. Quando ci sono stati dei diverbi ci siamo sempre chiariti.
Una volta mi ha sostituito, contro l'Inter, ed ero un po' arrabbiato, però poi gli ho chiesto scusa e lui ha accettato. Alla fine abbiamo raggiunto l'obiettivo prefissato, ovvero la salvezza. Insieme siamo stati bene. È normale che non possano essere sempre rose e fiori tra un calciatore e un allenatore, ma alla fine con il mister sono stato bene e la stima reciproca rimane".

Jimenez ha utilizzato l'articolo 17. Quanto perde il Cesena?
"Tantissimo perché è un grandissimo talento. Luis non a caso ha giocato all'Inter vincendo dei campionati. Può fare la differenza in qualsiasi momento. Il Cesena perde una grande persona -che all'interno dello spogliatoio era il numero uno - e un grande talento".

In serie B c'è un altro piccoletto che sta facendo molto bene. Stephan El Shaarawy. È il diciottenne più forte d'Italia?
"L'ho visto spesso. Ha portato il Padova in finale, è un grandissimo talento. Per l'età che ha, è uno dei giocatori più forti del momento".

Il numero 1 cesenate Francesco Antonioli è stato intervistato ed ha parlato della stagione appena conclusa e dei temi più caldi del momento, non ultimo il calcio scomesse.
Quello appena finito va inserito tra i suoi campionati vinti in carriera?«Sì, quando raggiungi il tuo obiettivo, hai vinto il campionato. Io poi sono di Cesena, la soddisfazione è stata enorme».
Un anno fa c’erano tanti dubbi sull’impatto del Cesena con la A.«E’ normale che ci fossero dei dubbi, poi parlate con un esperto in materia. Io so quello che devo fare, so bene che ogni volta si ricomincia e si riparte da capo: sono gli altri che mi mettono in discussione...»
.Allude all’estate e all’arrivo di Cavalieri?«Non mi va più di tornarci sopra. L’importante è avere dimostrato certe cose». Che idea si era fatto della squadra nel ritiro di Malles?«Un’idea ancora vaga, c’erano 11 ragazzi delle giovanili, la squadra doveva ancora costruirsi del tutto».
Conferma che il livello della A è calato?«Sì, ora anche le piccole squadre, se sono organizzate, se la giocano con tutti, e noi eravamo organizzati. Non ci sono state partite ingiocabili, nemmeno con le grandi».
Piangerelli ha detto che è stata la salvezza del gruppo.«Vero, è stata fondamentale la base che si è creata negli ultimi 3 anni. Lo zoccolo duro della squadra trasmette una certa cultura: dopo le sconfitte ci siamo sempre ripresi grazie ad una dote su tutte».
Quale?«L’onestà delle persone che andavano tutti i giorni ad allenarsi al campo».
Che rapporti ha avuto con Ficcadenti?«Pochi. Io pensavo ad allenarmi e lui faceva il suo lavoro. Passiamo ad altro».
In tutta la stagione lei ha saltato un solo allenamento per la febbre, il martedì prima di Cesena-Chievo.«E mi è scocciato da matti saltarlo. Io in campo sto bene, mi diverto, mi scarico. Quello dell’allenamento è un piacere di cui ancora non riesco a fare a meno».
Ma alla lunga non diventa noioso allenarsi?«Non può essere noioso. Se diventa noioso, è un brutto segnale. Un buon allenamento anticipa una buona partita: se lavori male durante la settimana, è finita».
Lei si sente cesenate?«Sì, assolutamente».
Cosa le piace e cosa non le piace dei suoi concittadini?«Il cesenate è lo specchio del romagnolo, allegro e caciarone. Certo, a volte esagera con l’essere caciarone, ma in fondo è il suo bello. Qui poi si sta davvero bene, il livello di vita di Cesena è ideale».
Da cesenate, dopo il Brescia ha esultato senza freni. «Era per la salvezza della squadra della mia città, ma guardate che questo non è un sentimento che provo solo io. Tanti delle vecchia guardia sono cesenati in tutto e per tutto: penso a Giaccherini, a Lauro o anche a Parolo, che si è calato benissimo in questa realtà».
Allora ha ragione Marin: il Cesena è come una squadra basca?«Il senso di appartenenza a questi colori c’è, non è un modo di dire. I giocatori del Cesena lo sentono eccome».
E’ più difficile coinvolgere i giovani in un gruppo? I social network e i computer non li spingono ad isolarsi?«I giovani calciatori sono cambiati, come no, però se sono calati nel gruppo giusto, ci tengono anche loro, con entusiasmo e passione».
La parata più bella della sua stagione?«No, lasciamo stare. Questo proprio non mi interessa».
L’errore più brutto della sua stagione?«Il gol preso al Manuzzi contro il Catania e la punizione non trattenuta a Marassi per il 3-1 della Sampdoria, anche se lì mi ha un po’ ingannato il riflesso del sole».
Il suo procuratore dice che quello che ha appena firmato non sarà l’ultimo contratto.«Se lo dice lui... andiamo avanti anno per anno e vediamo a giugno 2012 come starò».
Che idea si è fatto dell’inchiesta sulle scommesse?«Siamo all’inizio, bisogna capire tante cose e non voglio dare giudizi affrettati come è successo con De Rossi, sbattuto in prima pagina senza motivo. E quando ti arriva un’etichetta addosso, poi è dura toglierla».
La sua impressione a caldo quale è?«E’ un’altra pagina nera del mondo del calcio. Purtroppo molti ragazzi non si rendono conto della fortuna che hanno, del privilegio incredibile di essere calciatori. Ci vuole testa, ci vuole equilibrio: anche chi gioca in C non guadagna mica poco rispetto agli altri lavori. Un ragazzo deve capire che se gioca in C un motivo ci sarà, evidentemente quella è la sua dimensione».
Il calcio è così pieno di brutte persone?«No, ci sono anche tante belle persone, con uno stile di vita normale, gente a cui non frega niente della Ferrari o di mettersi in mostra a tutti i costi. Il guaio è che diamo troppa importanza all’apparire: nel nostro mondo c’è chi si farebbe sputare in faccia per un’apparizione in tv al momento giusto. Certo, questo non è mica solo un male del calcio, anche se vedo tanti miei ex colleghi che restano troppo spiazzati quando smettono di giocare».
Lei ha pensato a cosa farà una volta smesso di giocare?«No, aspetto che qualcuno mi faccia una proposta di lavoro, ecco perché continuo... Battute a parte, io fino ad oggi ho fatto il portiere per tutta la vita. Ed è bellissimo».
Resterà nel calcio o cambierà mondo?«Potrei restare nel calcio oppure no, non è questo l’importante. Basta che sia qualcosa che mi dia stimoli forti».

Con il nuovo mister del Cesena Giampolo in panchina Christian Bucchi mise a segno 17 reti nel campionato di B 2004-05 con la maglia dell’Ascoli. Chi meglio dell’attaccante romano, dunque può giudicare il neoallenatore del Cesena? “Un allenatore migliore il Cesena non poteva proprio sceglierlo – spiega Bucchi, 24 presenze e 4 gol in bianconero nel magico campionato di B 2009/10 -, perché ha le caratteristiche giuste per fare bene in una piazza che ama il calcio in maniera passionale. Giampaolo è un tecnico molto preparato e capace di far giocare molto bene le sue squadre, ed inoltre ha grande esperienza. I tifosi bianconeri sono abituati a vedere del buon calcio negli ultimi anni, e con lui continueranno questa tradizione”.
Quanto al carattere, “Giampaolo non è vulcanico come Pierpaolo Bisoli. Anzi, è piuttosto taciturno, almeno così sembra dall’esterno, ma in campo e in allenamento sa farsi sentire mostrando tutto il suo carattere”
La sua più grande qualità? “Trarre il massimo da ogni giocatore - risponde sicuro Bucchi -, disegnando lo schema tattico in base agli uomini a sua disposizione senza snaturare le caratteristiche dei singoli. L’anno in cui lo ho avuto come allenatore ad Ascoli, eravamo partiti con l’obiettivo di salvarci, ma con il lavoro e l’impegno riuscimmo a ad essere promossi in A. Proprio il lavoro e la cura dei minimi dettagli sono fondamentali nella sua filosofia, perché in allenamento vengono provati molte volti gli schemi, i movimenti e ogni singola azione, tanto che poi in partita i giocatori riescono a muoversi molto bene. Sono sicuro che a Cesena non potrà che fare bene e regalare tante soddisfazioni ai tifosi”.

Come da tradizione torna anche quest'anno la festa di 4 giorni organizzata dagli Ultras a Case Castagnoli (Cesena)
Tutte le sere stand gastronomici, Giochi. Musica dal vivo e dj-set fino a notte inoltrata.
PROGRAMMA SERATE:
Giovedì 9 giugno:
Cesena Reggae Massive United
Tutti i sound sistem e dj's Reggae & Ska di Cesena dalle 18 fino alle 3,
Lion Nail, Ras coma, Daddy Billy, Cure Vibes sound, Nameless sound !!!
Venerdì 10 giugno:
Mirko Casadei & Beach boys band + OnTheRail (Reggae Roots DanceHall Dub Ska)
Dj Set: Kayo dalle 18.30 alle 21.30 aperitivo Afro + Stefanino Rock 360 gradi
Sabato 11 giugno:
Funky's Monkey (rock)+ T.N.T power load (AC\DC tribute Band) + Ingresso ovest (Punkrock)
Dj Paga Rock
Domenica 12 giugno:
Davede giovannetti (Ironia Romagnola) + Rock Juice (History of rock) + Alito DiVino (Rock-Blues)
Dj set Aperitivo Facco + Frà; + Stefanino Rock 360 gradi

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