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venerdì 27 maggio 2011

News Ac Cesena 27-05-11

Adrian Mutu al Cesena???
Notizie calciomercato. In Serie A continua la girandola di panchine: Pierpaolo Bisoli si è accasato al Bologna (tristemente..), il Cesena Calcio è rimasto privo di allenatore mentre Ficcadenti sta cercando un'altra sistemazione. Proprio sulla nostra panchina bianconera, Stefano Pioli (svincolato dal Chievo Verona) domani avrà un incontro con il Presidente Igor Campedelli. La Roma era sull'ex Chievo ma il neo Presidente americano Dibenedetto vorrebbe scegliere un coach più blasonato. Anche Atalanta, Siena e soprattutto Sampdoria (secondo la Gazzetta dello Sport) sono alla finestra per il tecnico. Porte aperte quindi per Pioli al Cesena. L'altro candidato possibile rimane Giampaolo. I candidati ora si stringono a soli 2 nomi, salvo impreovvise sterzate della dirgenza bianconera.
Sul fronte mercato calciatori, lo stesso Campedelli ieri è volato in Romania per chiudere sull'acquisto di Marius Alexe (Dinamo Bucarest). Anche Adrian Mutu pare vicinissimo: la Fiorentina si libererebbe di un ingaggio oneroso, ma è il cavillo che stringe la gola al Cesena. Vangelis Moras è conteso sempre tra i bianconeri, i viola ma pare che il Parma possa aggiudicarselo a parametro zero essendo svincolato dal Bologna.
Dall'Udinese invece piace anche Mattila e potrebbe rientrare nell'affare Parolo che è cercato in Friuli. La concorrenza per il mediano è molto forte di Fiorentina, Genoa, Inter, Milan e Palermo.
I romagnoli seguono anche e il terzino destro Nego (Nantes, c’è anche il Catania). Andrea Caracciolo (svincolato dal Brescia) è vicinissimo all'approdo alla Dinmo Kiev con un biennale a 3milioni €. Invece Nicola Pozzi ha ricevuto un'offerta dal Catania, nell'operazione rientrerebbe anche Morimoto che scenderebbe di categoria.
Nell'operazione che porterà definitivamente Yuto Nagatomo ad essere un giocatore dell'Inter potrebbero rientrare come contropartite tecniche dei giovani interessanti come Caldirola, Dell'Agnello (comproprietà col Livorno), Biraghi e Faraoni.
Nei giorni scorsi anche due giocatori del campionato belga sono stati visionati. Si parla di Daniel Opare (recentemente seguito da Tottenham e Napoli) ed Eliaquim Mangala (ex Real Madrid). Entrambi dello Standard Liegi, li ha visionati la settimana scorso Lorenzo Minotti durante la finale di Coppa di Belgio.

Lotta tra le 5 big contro le 15 piccole per i 200milioni €
Marco Parolo ha parlato questa mattina ai microfoni di Sky Sport 24.
"Non so se resterò a Cesena. Una big? Magari! Ma anche l'estero non mi dispiacerebbe. Quest'anno con la maglia del Cesena ho dimostrato di poter giocare in serie A. Certo, ho ancora molto da imparare sotto diversi punti di vista ma il mio obiettivo principale per il futuro è quello di giocare con continuità. Tra poco andrò a vivere in provincia di Varese...."

Luigi Piangerelli commenta il suo addio al calcio al Resto del Carlino di oggi in edicola.
"Tra una festa salvezza e l’altra non mi sono ancora reso conto che tutto sta per cambiare. Magari lo capirò meglio quando a luglio vedrò la squadra partire per il ritiro."

Piangerelli, lei lascia dopo l’ultimo miracolo?
"Se penso da dove siamo partiti la scorsa estate… Molti non avevano mai fatto la A, eppure ce l’abbiamo fatta. E’ stato il nostro gruppo storico a far la differenza."

In che senso?
"Chi è qui da anni e magari come me ci vive riesce a dare il massimo anche nei momenti difficili perché ci tiene troppo. E alla fine ce la facciamo sempre."

Anche perché voi sapete cosa significa giocare per il Cesena.
"E lo trasmettiamo agli altri. Tutti quest’anno si sono integrati: entravo nello spogliatoio e tutti erano determinati e parlavano del campionato e di come potevamo salvarci."

Chi è per lei l’allenatore bravo?
"Io preferisco degli uomini che sappiano dare qualcosa a un gruppo. Quelli che sanno tutto di tattica e non trasmettono niente a livello umano è meglio che vadano a fare delle crocette in tv."

Quando è arrivato a Cesena?
"A 15 anni giocavo in prima squadra in Promozione nel Porto Recanati, il mio paese. Il Cesena mi ha acquistato e sono passato subito in Primavera. Ora questa è la mia città, la città di mia moglie, delle mie figlie, della mia gente."

E’ più dura salvarsi in serie A o vincere un campionato di livello inferiore?
"E’ duro tutto: alla fine raggiungere l’obiettivo è sempre un’impresa. E poi, in serie A come in serie B, alla fine ti ritrovi sempre a lottare con Brescia e Lecce…"

Quest’anno ha mai pensato che il Cesena non si sarebbe salvato?
"No. Io sono sempre stato ottimista, perché noi c’eravamo, la squadra era compatta. Poi alla fine è stato quasi facile: io da mesi pensavo a una finale con il Brescia e avevo già pronta la radio da portare a Marassi per ascoltare gli altri risultati, perché ultimamente finiva sempre così. Invece è filato tutto liscio."

Perché il Cesena si è salvato?
"Perché aveva il gruppo. In questi anni si è creato uno spirito importante. E’ grazie al gruppo che Jimenez ha fatto la sua migliore stagione; Von Bergen è arrivato che non parlava una parola di italiano e ora è uno di noi; per non parlare dell’inserimento velocissimo di Nagatomo. Se la base di giocatori è buona, è più facile che un allenatore faccia bella figura: anche un’ottima persona come Bisoli si è accorto della differenza non appena è andato a Cagliari."

Che rapporto ha avuto con Ficcadenti?
"Un rapporto strano."

Che cosa intende per strano?
"Quando dovevo dare una mano al gruppo o dire una parola ad un compagno, ero un giocatore importante del Cesena, quando dovevo avere una gratificazione è cambiato tutto."

Si riferisce all’ultima in casa col Brescia?
"Tutti sapevano quanto ci tenessi a entrare in campo, tutti. Lo sapevano i miei compagni e credo anche i tifosi. Il Manuzzi per me è qualcosa di importante, lo sanno tutti. Alla fine della partita ho chiesto spiegazioni a Ficcadenti e lui mi ha detto: “Me ne sono dimenticato, dovevi ricordarmelo tu”. A parte il fatto che io in 20 anni di carriera non ho mai chiesto ad un allenatore di giocare, che cosa vuol dire “me ne sono dimenticato?”. Io mica mi sono dimenticato quando lui mi chiedeva di aiutarlo a tenere saldo il gruppo. Tra l’altro sono cose che avrei fatto comunque, perché per me il Cesena è qualcosa di speciale. Ho fatto mille tribune come l’ultimo dei ragazzini, ho giocato quando serviva e sempre senza dire una parola, perché sapevo quello che dovevo dare al gruppo, al mio gruppo, ma questo trattamento dell’allenatore mi ha ferito."

Almeno non ha mai mollato.
"Dopo il Brescia eravamo salvi e dell’ultima partita a Marassi non me ne fregava niente, io volevo salutare la gente di Cesena entrando in campo nel mio stadio. Però sono andato a Genova con i ragazzi per stare con loro fino alla fine, perché un conto è parlare e chiedere di dare l’esempio come faceva il nostro allenatore, un altro è comportarsi in modo corretto. Quando Ficcadenti aveva bisogno di me, io c’ero, quando c’è stato da darmi una gratificazione, mi dice che si è dimenticato. Resta il fatto che questo gruppo l’ha sempre difeso, anche quando i risultati non venivano: siamo stati compatti anche quando non si vinceva mai, anche perché sapevamo che un esonero avrebbe portato delle rivoluzioni e dei traumi, mentre questo era un gruppo sano, che funzionava alla grande. E si è salvato il gruppo."

Se le chiedessero di restare a lavorare per il Cesena, lei cosa risponderebbe?
"Questa è la mia città, un bel posto per fare calcio. Mi piacerebbe restare nell’ambiente, staremo a vedere."
 
Pronta risposta ufficiale del Cesena Calcio sulla possibile fusione col Ravenna Calcio, ormai in via di fallimento (forse). Tutto è stato rigettato al mittente, Igor Campedelli e soci non sono interessati alla formazione di una "Equipe Romagna".

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