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mercoledì 14 marzo 2018

Suagher: "La Romagna è bellissima"

Qui Villa Silvia - Ultimo allenamento al Rognoni per i bianconeri. La seduta di mercoledì pomeriggio è cominciata nella palestra del centro sportivo dove i ragazzi si sono sottoposti a un lavoro di prevenzione. Successivamente si è passati al terreno sintetico con messa in azione tecnica. Dopo l'astinenza dal pallone di martedì, mister Castori nella seconda parte dell'allenamento ha diretto una sezione di esercizi tattici e movimenti di squadra nelle due fasi. La giornata si è conclusa con una partitella a campo ridotto. Giovedì alle ore 11:00 ci sarà la consueta rifinitura a porte chiuse e la conferenza stampa del tecnico che precederanno il viaggio verso Foggia dove venerdì sera si giocherà l'anticipo della 31a giornata. Jallow ed Esposito, entrambi appiedati dal Giudice Sportivo per il raggiungimento della quinta ammonizione stagionale, non prenderanno parte alla trasferta.

Emanuele Suagher è stato ospite a Radio Gamma.
"Fino a 18 anni sono stato a Romano di Lombardia, ero nelle giovanili dell'Atalanta e ho sempre vissuto lì. Io e moglie con la figlia abbiamo preso casa lì. Ho molti amici e vengono spesso a trovarmi come la scorsa settimana.
A scuola ero abbastanza bravo ma in 5° geometra ho dovuto lasciare perché mi alternato tra Primavera e prima squadra con l'Atalanta. Poi l'anno seguente alla Tritium ho provato a prendere il diploma serale di geometra ma non ce l'ho fatta in quel momento lì. Mi sarebbe piaciuto ingegneria ma forse sarebbe stato troppo per me.
Ringrazio la mia famiglia per essermi stata vicino, mia moglie e la bambina anche dopo i tre infortuni gravi che ho subìto in carriera.
Castori mi aveva chiamato anche lo scorso anno, ma poi sono andato a Bari. Me ne avevano parlato tutti bene ma non è andata come volevo. Quest'anno invece mi ha chiamato e sono venuto in Romagna. Ero stato in Emilia, ora ho fatto tutti e due ed è bellissimo qui.
Anche Fedele ha fatto come ma, ma il gruppo è bello. Io conoscevo solo Laribi ma non conoscevo nessuno, sono tutti fantastici.
Ho qualche rituale nello spogliatoio: metto prima il calzino sinistro e poi il destro, poi il parastinchi destro dove sono raffigurate mia moglie e mia figlia e nell'altro i nipoti. Mi proteggono come Santini.
Per arrivare a certi livelli devi avere doti e qualità tecniche e mentali per il 70% e per il 30% la fortuna di avere un mister  un direttore competenti e di non avere infortuni.
Mi sarebbe piaciuto giocare con Del Piero ma ad esempio il mio numero di maglia si rifà a Marco Materazzi.
La passione di tatuaggi mi è venuta perché mi dicevano sempre di no e allora a 18 anni sono andato a farmi il primo".

1 commento:

  1. All'esordio contro il Bari dev'essersi infilato prima il calzino sbagliato...

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