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giovedì 23 dicembre 2010

NO alla TESSERA!

Introduzione

Il nostro punto di vista sulla tessera del tifoso è stato incerto sin dall'inzio, a giugno quando le voci iniziavano a circolare nessuno ha quasi preso una posizione decisa su questa "rivoluzione" del calcio che avrebbe dovuto portare al paradiso sugli spalti. Famiglie con donne e bambini, anziani potevano così tornare sui gradoni senza correre rischi. La nostra decisione quindi fu posticipata in attesa di maggiori informazioni visto che non ci sembrava una cattiva idea.
Col passare del tempo però, altre notizie giungevano: per avere la tessera (che serviva per fare l'abbonamento e per la A è una gran cosa!) bisogna sottoscrivere la Cesena Card con alcuni vantaggi bancari ma bisognava essere "schedati" e non aver precedenti per atti violenti avvenuti prima della sottoscrizione. In pratica essere "puliti" per quanto riguarda il comportamento in zona stadio. Così facendo, rispettando anche l'ordine dei posti allo stadio, cosa mai avvenuta, si sarebbero allontanati i delinquenti e sarebbe stato più facile l'individuazione di ultras intenti a compiere gesti contro la legge.
Teoricamente la cosa poteva anche funzionare, ma in pratica è un totale fallimento: togliendo le trasferte vietate che ormai sono più di quelle permesse agli ospiti, i fatti di delinquenza e di scontri ci sono ugualmente, magari nemmeno commentati alcuni dalla stampa locale o nazionale, se non in occasioni di grande caos.
Fatto sta che ad agosto alcuni di noi si aggiungono a sottoscrivere la tessera, altri invece no. Con gli studi e senza lavoro era un vantaggio spendere "poco" per l'abbonamento in confronto comunque al saldo maggiore dell'acquisto di ogni biglietto. Fortunatamente dopo l'incontro al Palazzo del Capitano a Cesena tra ultras ed avvocati, in generale circa 1000 della Mare non han sottoscritto nulla ed è stato concesso sotto grazia di Campedelli la PRELAZIONE con prezzo fisso di 16€ a partita. Per tutti gli altri invece tessera con abbonamento, tra i clubs la cosa ha spopolato vergognosamente.

La dura e cruda realtà

Già dalle prime giornate il CAMS vieta alle tifoserie considerate "pericolose" incontri a rischio eccetto per i possessori della tessera. Capita anche che non avendo uno stadio attrezzato per distinguere i tesserati dai non, questi ultimi acquistino biglietti in altri settori, come successo per Cesena - Lecce, Cesena - Napoli, Cesena - Parma (in trasferta Chievo Verona - Cesena) e così via... Solo ad ottobre ci si rende conto che non si può andare avanti così, infatti col Napoli si è solo sfiorata una possibile tragedia, visti i tifosi azzurri presenti in gradinata con quelli del Cesena. Si è pensato così almeno a Cesena, o in altri stadi attrezzati, di suddividere il settore con la parte inferiore dell'anello ai non tesserati mentre per gli altri nell'anello superiore. Per gli stadi sprovvisti di più anelli ci sono spicchi riservati e seraparti sullo stesso piano (Roma, Udine e Brescia ad esempio) oppure tutti insieme (Milano nel terzo anello).
Nonostante ciò i fumogeni continuano ad entrare, vietati però megafoni, tamburi, bandiere troppo lunghe, certi striscioni contro la tessera sono censurati e chi più ne ha più ne metta. Ricordo l'invasione di campo di 6 tifosi napoletani dopo Cesena - Napoli 1-4 spenti con l'attribuzione qualche settimana dopo con 6 daspo per un paio di anni.
I tifosi virtuali a Trieste
L'inverno passa quindi in questa maniera, con settori ospiti sempre più deserti, avendo alla mente anche i settori casalinghi di Trieste al Nereo Rocco in cui vengono esposti teloni che ritraggono finti tifosi sugli spalti, così da occupare la gradinata di 6.000 posti vuota. Si dice che prossiamente saranno messi addirittura dei cori registrati così da rendere al massimo la virtualizzazione del pubblico.
Chi ci guadagna? Le società in minima parte, in maggioranza le PAY TV come Sky e quella di "Berlusca" con Mediaset Premium. Notizia degli ultimi giorni di gennaio, Dahlia sta per essere chiusa essendo senza soldi. Per fortuna, una in meno. Inoltre per la Champions League, la Rai non avendo più fondi non acquisterà il prossimo anno i diritti così da essere spartiti tra sole due compagnie. Il cerchio si stringe ed i prezzi impennano, anche con l'arrivo del digitale terrestre col cambio di televisori vecchi ma funzionanti.
L'unico modo per combattere lo strapotere dei media è solo recarsi allo stadio senza fare pacchetti o pacchettini a casa, andare in trasferta o al massimo ridursi al bar. Altro fatto importante è l'evoluzione tecnologica, dopo i cloni delle schede di Stream e Tele+ di fine anni 90 e i primi del 2000, c'è lo STREMING online gratuito (anche noi proponiamo gli eventi per chi non riesce a seguire il Cesena dal vivo). Una rivoluzione che sta non poco creando problemi togliendo notevoli profitti alle tv a pagamento.
Un vero SKYFO insomma, per rimanere in tema. Così concludendo, molte persone hanno aperto gli occhi e han deciso chi prima e chi dopo di tagliare la tessera o non utilizzarla proprio.

Il BAFFO a punta! [by Baffo]

NO ALLA TESSERA.

Da inizio di questa stagione il Ministero Degli Interni ha deciso che per fare l'abbonamento alla propria squadra del cuore o per accedere ai settori ospiti di qualunque stadio (Serie A-B e Lega Pro)
occorre sottoscrive la famosa "Tessera del Tifoso", ovvero una tessera rilasciata previa autorizzazione della questura di competenza.
Il rilascio di questa condizionato al fatto di non aver mai commesso nella propria vita "Reati da Stadio", quei reati avvenuti in cocomitanza di manifestazioni sportive per i quali le autorità di competenza emettono il DASPO (in parole povere il divieto di entrare negli impianti sportivi).

Già prima dell'inizio di questa stagione moltissimi gruppi Ultras e altrettanti esperti in diritto si sono dichiarati contrari a questa "LEGGE"; legge tra virgolette in quanto non esiste alcuna legge scritta che obblighi le società a emettere abbonamenti solo dietro presentazione della tessera o di vietare la vendita dei tagliandi per il settore ospiti ai soli possessori della card bensì si tratta di un imposizione del Ministro Degli Interni che avrebbe obbligato le società a seguire questa linea pena l'inagibilità degli stadi e quindi la disputa delle gare a porte chiuse (minori introiti per le società).
La tessera si pone come obiettivo dichiarato quello di ridurre la violenza sia all'interno che all'esterno degli stadi, in realtà tutti gli addetti ai lavori sanno che questa è sola una scusa; il vero obiettivo di questa tessera è quello di creare nuovi clienti per le banche che si sono attrezzate a emettere questa "carta di credito del tifoso", un obiettivo meramente finanziario che non ha niente a che vedere con la sicurezza negli stadi.
L'On. Maroni duranti questi primi mesi di attuazione del progetto tessera del tifoso si è sempre dichiarato soddisfatto per il risultato che sta ottenendo questa imposizione, a suo avviso gli spettatori negli stadio sono aumentati (AVETE MAI VISTO UNO STADIO PIENO CHE NON SIA PER IL DERBY DI MILANO O DI ROMA?), gli abbonamenti pure e inoltre si sono ridotti gli incidenti tra le tifoserie; naturalmente ci chiediamo in che mondo viva in quanto gli stadi italiani
sono sempre più vuoti, ai non tesserati (per lo più gruppi Ultras) vengono vietate quasi tutte le trasferte e talvolta viene vietato a loro anche solo raggiungere la città dove avrà luogo la partita per motivi di ordine pubblico! (alla faccia della costituzione)

Molti gruppi si sono rifiutati di scrivere questo abominio, alcuni hanno deciso di disertare lo stadio altri hanno deciso di continuare a seguire la loro squadra fino a quando sarà possibile; in mezzo a tutta questa "resistenza" ci sono però i gruppi delle grandi squadre (le milanesi su tutte) che hanno deciso di tesserarsi in massa e quindi di vanificare i tentativi di resistenza di tutti gli ultras di Italia (basti pensare che delle 800.000 tessere del tifoso emesse circa 200.000 sono "Cuore Rossonero" ovvero riguardanti i tifosi del Milan.)

A Cesena Resistiamo, ONORE A CHI NON SI TESSERA!

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